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Parler ha rifiutato una partnership con Trump per difendere i suoi princìpi

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Parler avrebbe rifiutato una partnership con l'ex Presidente degli Stati Uniti Donald Trump: il social network non sarebbe stato disposto ad assecondare una condizione chiave dell'accordo, ovvero espellere dalla piattaforma tutti gli utenti detrattori. L'informazione proviene da un estratto del nuovo libro del giornalista Michael Wolff, che racconta gli ultimi, travagliati giorni della presidenza di Trump; un estratto è stato pubblicato sul New York Magazine.

L'accordo era in lavorazione da tempo: lo staff di Trump, racconta Wolff, aveva contattato Parler già mesi prima. All'epoca era ancora un social molto piccolo e di nicchia, ma già attirava l'attenzione dei gruppi di estrema destra per via delle politiche di moderazione molto permissive e blande. Proprio dall'estrema destra arrivava anche buona parte dei finanziamenti – in particolare Bob Mercer e la figlia Rebekah. Mercer è un investitore americano di successo, che ha versato molto denaro sia alla campagna elettorale di Trump stesso sia a Breitbart News, giornale americano di riferimento dei Repubblicani più convinti; e in passato è stato uno dei principali finanziatori di Cambridge Analytica – proprio quella dello scandalo di Facebook.

L'obiettivo dell'accordo era, semplicemente, di trasferire tutte le attività social di Trump dai canali usati fino a quel momento (prevalentemente Twitter, come sappiamo) su Parler in esclusiva. In cambio, Trump avrebbe ricevuto il 40% dei ricavi lordi. La piattaforma avrebbe accettato, ma l'idea di bannare i detrattori era vista come una violazione di uno dei suoi princìpi fondamentali – ovvero la libertà di parola come massima priorità.


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