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CST-Starliner, Boeing manda il manichino Rosie nello spazio (ancora una volta)

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Come vi abbiamo già raccontato in passato, il nuovo volo della capsula CST-Starliner è pianificato per la fine di luglio, sperando che non vengano riscontrati i medesimi problemi della volta precedente. A bordo del CST-Starliner non ci saranno passeggeri in carne ed ossa ma il manichino Rosie The Rocketeer, che per la seconda volta aiuterà Boeing a raccogliere i dati necessari per programmare i prossimi passi del progetto. Se il termine manichino, o dummy in inglese, non vi piace, potete usare la terminologia usata dal sito della NASA che definisce Rosie un "dispositivo di test antropomorfo".

Durante l'OFT-1 erano stati montati 15 sensori su Rosie al fine di capire cosa avrebbe sperimentato un astronauta in carne ed ossa in tutte le fasi del volo. Per l'OFT-2, Rosie verrà fatta accomodare su uno dei sedili della capsula, quello del capitano più precisamente, e gli stessi sensori verranno usati per mettere insieme tutta una serie di dati utili a capire le sollecitazioni a cui è sottoposta la struttura sottostante.

Il secondo compito di Rosie The Rocketeer sarà quello di mantenere il centro di gravità della capsula, sfruttando i suoi 80 chilogrammi di peso circa. L'ispirazione per il nome del manichino viene da Rosie the Riveter, una delle icone americane più famose, un tributo alle donne che durante la Seconda Guerra Mondiale lavoravano nelle fabbriche del Paese. Per questo secondo volo, Rosie avrà anche un foulard che, stando al sito della Boeing, è stato cucito a mano dalla novantacinquenne Mae Krier, ex dipendente dello stabilimento di Seattle dell'azienda.


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