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NFT del primo album di Jay-Z finisce in tribunale: cosa è successo

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Gli NFT sono a tutti gli effetti beni immateriali, ed in quanto beni (nel senso giuridico del termine) possono essere oggetto di diritti e avere un valore economico. Non deve quindi sorprendere se anche i Non Fungible Token diventano oggetto di controversie che finiscono in tribunale. Le cause in materia di NFT non sono ancora numerose, ma una delle più rilevanti, considerato anche la popolarità delle parti, sta facendo discutere in questi giorni. I due litiganti sono infatti il noto rapper e imprenditore Jay-Z e il suo collega Damon Dash, i co-fondatori di Roc-A-Fella Records (RAF). Per l'esattezza nell'atto di citazione in giudizio è la casa discografica ad agire contro Dash, ritenuto responsabile di aver collaborato con SuperFarm per mettere all'asta l'NFT di Reasonable Doubt (1996), l'album di esordio di Jay-Z. Si ricorda che SuperFarm è una piattaforma dedicata alla creazione, alla vendita e all'acquisto di NFT.

UNA PROMESSA TROPPO AMPIA: DIRITTO D’AUTORE CEDUTO CON L’NFT

Perché la casa discografica si sia mossa per bloccare l'iniziativa si intuisce partendo dal comunicato stampa con il quale SuperFarm ha pubblicizzato la vendita: dopo averla definita come una delle più importanti aste sugli NFT tenuta sino ad oggi, i gestori della piattaforma sono entrati più nel merito con una dichiarazione dagli effetti potenzialmente dirompenti per tutto il settore. La vendita dell'NFT trasferirebbe infatti da Damon Dash al vincitore dell'asta tutti i diritti sulle future entrate generate dall'album. In altre parole con l'NFT si acquisterebbe anche il copyright sull'opera di ingegno:

Vendere il copyright su Reasonable Doubt di Jay-Z come NFT è un traguardo epocale e innovativo – sia per per il settore crypto sia, più in generale, per quello musicale.


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