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Russia, rapporti tesi con i Big della Rete: l'ultimatum di Putin

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

O apri una sede in Russia, o sarai severamente multato. É questo, in sintesi, il senso della legge approvata fine settimana scorsa dalla Duma (la camera bassa dell'Assemblea federale) con cui di fatto si obbligano le grandi società americane (e non) che operano nel settore tech ad avere entro gennaio 2022 un ufficio sul territorio nazionale a sostegno della sovranità di internet del Paese.

Il tentativo di Putin è quello di avere più controllo diretto sul web e di applicare misure punitive a tutti coloro che non si adegueranno alla decisione. Per evitare ciò, tutti i siti stranieri con più di 500 mila utenti al giorno in Russia dovranno aprire una filiale locale o creare un'entità legale nel Paese. Se la situazione rimanesse così com'è, infatti, il Governo non riuscirebbe ad avere il pieno controllo sulla rete e sui suoi contenuti, essendo i siti stranieri fuori dalla giurisdizione – e dunque dalla responsabilità – russa.

Quali sarebbero dunque le misure punitive qualora i big del tech non accettassero la nuova condizione? Reuters ne cita alcune, comprese l'estromissione dai risultati dei motori di ricerca, il ban dalla pubblicità e l'etichettatura di "sito non conforme". Il prossimo passaggio è l'approvazione al Consiglio federale (la Camera alta): se tutto andrà secondo i piani di Putin, le grandi aziende del settore tech si troveranno davanti a un bivio: accettare le nuove condizioni o di fatto uscire dal mercato russo.


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