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Riconoscimento facciale inaffidabile: cosa sta succedendo negli Stati Uniti

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

La tecnologia per il riconoscimento facciale è promettente, ma non ancora affidabile. Lo ribadisce una vicenda avvenuta negli Stati Uniti: il programma per la concessione di sussidi di disoccupazione attivo in oltre 20 stati utilizza una soluzione basata sul riconoscimento del volto per identificare i soggetti che possono richiederli. I risultati sono stati abbastanza deludenti. Come riporta Motherboard, a causa del funzionamento inaffidabile del sistema, i sussidi sono stati negati a molte persone e le loro domande sono state messe in attesa.

Il sistema viene fornito da ID.me ed è stato introdotto con l'obiettivo di ridurre le frodi messe in atto da chi chiede il sussidio senza averne diritto. La soluzione utilizza dati biometrici e documenti ufficiali per verificare (online) l'identità del richiedente. In concreto ID.me non è riuscito ad identificare correttamente gli utenti che a loro volta denunciano le difficoltà nel contattare il servizio di supporto che gestisce la piattaforma.

Contattato dai colleghi di The Verge, l'amministratore delegato di ID.me, Blake Hall, ha sottolineato che la sua azienda utilizza una tecnologia che accerta la corrispondenza tra l'autoscatto dell'utente e la sua foto riportata nel documento di identità rilasciato dagli enti governativi: è simile a come Apple utilizza il FaceID per sbloccare l'iPhone, spiega Hall. Secondo i dati ufficiali, l'accuratezza del riconoscimento pari al 99,9 per cento, ma i riscontri sul campo suggeriscono una percentuale inferiore. I gestori di ID.me respingono inoltre i ritardi nella gestione delle richieste di assistenza sottolineando come i tempi di attesa per parlare con un operatore tramite video chat sono mediamente inferiori ai 30 minuti.


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