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Google vuole capire quali produttori bloccano le app Android in background

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

L’ottimizzazione dei consumi e dei processi in background di Android è un tema alquanto delicato, dal momento che quasi nessuno smartphone basato sul sistema operativo di Mountain View restituisce la stessa esperienza d’uso. Sebbene nelle intenzioni di Google Android dovrebbe garantire un vero multitasking, quindi con applicazioni che possono continuare ad eseguire i loro processi anche quando sono in background, la realtà dei fatti è che ogni produttore modifica la sua interfaccia in maniera più o meno permissiva, il tutto in nome di una maggior durata della batteria.

Stando al portale indipendente Don’t Kill My App, ad esempio, Samsung è il produttore più aggressivo sotto questo punto di vista, al punto che pare limitare anche alcuni processi in foreground (quindi quando l’app è in esecuzione) per ridurre i consumi. Gli altri produttori che adottano politiche simili sono – in ordine di severità nella gestione – OnePlus, Huawei e Xiaomi, mentre solo HTC sembra offrire la stessa esperienza d’uso proposta da Android AOSP e dalla versione installata sui Pixel.

La questione è molto importante, in quanto va ad incidere direttamente sulla qualità dell’esperienza d’uso degli utenti – che si ritrovano a fronteggiare comportamenti di Android completamente diversi tra un produttore e l’altro – e su quella degli sviluppatori. Questi ultimi, infatti, sono spesso costretti a fare i conti con personalizzazioni che rendono inefficaci alcune delle funzionalità delle loro app, specialmente quelle che continuano ad operare in background.


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