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La Tailandia vieta gli NFT e le “meme coin”: non hanno scopo e sostanza

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Il mondo delle cripto sta vivendo una fase di instabilità molto accentuata che ha portato ad un pesante ritracciamento del Bitcoin verso la fine di maggio, successivamente al nuovo (ennesimo) annuncio da parte della Cina di voler vietare sul suo territorio il trading e il mining di tutti i cripto asset.

La batosta cinese è arrivata in un periodo in cui il mercato delle cripto era già stato messo a dura prova dalla sempre più concreta possibilità di una forte tassazione sulle plusvalenze negli Stati Uniti da parte dell’amministrazione Biden, precedute da ulteriori minacce di ban nei confronti delle cripto portate dall’India. Insomma, non si tratta di un periodo particolarmente propizio per le cripto in generale e il fatto che El Salvador abbia di fatto istituzionalizzato il Bitcoin non basta a contrastare in maniera efficace la percezione negativa che molti stati hanno di questi particolari asset.

L’ultima notizia in questo senso ci arriva dalla Tailandia, dove la Securities and Exchange Commission ha approvato l’implementazione di una nuova legge locale che istituisce il divieto per gli exchange di offrire servizi e prestazioni legati ad alcune particolari categorie di cripto e strumenti della blockchain. In particolare sono stati messi al bando:


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