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Digital tax, in Italia raccolti 233 milioni di euro

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

La digital tax è la versione italiana della ben più nota web tax, la tassa applicata (da applicare, meglio) ai giganti della rete che, data la loro natura societaria intrinseca, spesso sfuggono agli obblighi fiscali dei Paesi in cui operano e vendono i loro prodotti e servizi. In Italia è entrata in vigore il 1° gennaio 2020, in attesa che venga adottato uno strumento comune a livello comunitario o, ancor più ambizioso, OCSE.

Ora che la tassa esiste, è bene chiedersi se questa stia funzionando: è il Ministro dell'Economia Daniele Franco a fornire alcuni interessanti dati a riguardo, interpellato durante un question time alla Camera dei Deputati. E allora è emerso che il gettito d'imposta 2020 è, ad oggi, pari a 233 milioni di euro così ripartiti: 98 milioni "da parte di 49 soggetti, 40 società di capitali e 9 contribuenti non residenti" pagati tramite F24, 135 milioni attraverso bonifici effettuati in Tesoreria.

MOLTO O POCO?

Le stime parlano di incassi pari a un terzo di quanto inizialmente previsto, ovvero 233 milioni contro 700. Una cifra troppo alta, dicono alcuni, frutto di un calcolo errato in cui non si teneva conto "delle moltissime esclusioni" previste. Altri invece ritengono che – alla luce della normativa in vigore – una somma di 120 milioni di euro sarebbe stata "congrua".


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