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Palermo brutto ma vincente: il settimo posto è ancora possibile

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Contava solo una cosa per il Palermo contro la Cavese: vincere, prendersi i tre punti, dare un senso all’ultima sfida di “regular season” del campionato domenica 2 maggio sul campo della Virtus Francavilla, dove una vittoria in contemporanea con una non vittoria del Foggia in casa contro il Catania – evento per niente improbabile, vista la grande condizione dei cugini etnei e il loro fortissimo interesse a vincere per migliorare la propria posizione nella griglia finale dei play off – potrebbe regalare ai rosanero un settimo posto insperato e molto importante in prospettiva del torneo a eliminazione per l’ultimo posto utile per la Serie B.

Vittoria doveva essere dunque e vittoria è stata, per fortuna, grazie al gol del 3-2 finale realizzato da Nicola Rauti, tornato a segnare in modo nuovamente decisivo come all’andata proprio contro la Cavese: un premio, in fondo meritato, per questo ragazzo promettente, sacrificato nelle ultime partite nel ruolo non certo a lui congeniale di “falso nueve”, falsa punta centrale, senza averne le caratteristiche, per l’assenza prima del cannoniere Lorenzo Lucca, poi anche del suo naturale sostituto Saraniti.

Il resto della partita con la Cavese è meglio archiviarlo in fretta: se non fossero arrivati i tre punti, panacea di tutti i mali calcistici, oggi saremmo qui a polemizzare e a recriminare per un’altra brutta figura dei rosanero contro un’avversaria di livello davvero modesto, ammirevole però per la generosità e l’impegno profuso giustamente in campo in quella che era per lo loro la sfida “della vita” per evitare la Serie D.

La partita, tra l’altro, è stato un vero festival degli errori e degli orrori calcistici grossolani: a cominciare dall’incredibile “passaggio” di Accardi a Bubas per lo 0-1, continuando con le papere dei due portieri della Cavese Kucic e poi Russo in occasione dei gol di Lancini e Rauti, con Valente lasciato solissimo a colpire a rete per il 2-1 rosanero, al piazzamento che definiamo eufemisticamente non perfetto del Palermo sul 2-2 di Matera. Insomma spettacolo e gol, ma anche tante simpatiche minchiatone, nel rispetto della tradizione di questo strano campionato che ha visto il Palermo molte debole con le avversarie deboli – con conseguente dispendio di una gran dotazione di punti – e forte e concentrato in alcune sfide importanti, vedi Catania e Bari.

Stavolta però è andata bene e, lo ripetiamo, interessava solo questo, così come serve a questo punto che vada altrettanto bene anche a Francavilla, dove il Palermo dovrà mettercela tutta e anche di più per vincere ancora, è troppo importante. Confidiamo in gente di mestiere come De Rose e Valente, bravi davvero e decisivi contro la Cavese nella mediocrità generale, confidiamo nella classe superiore di Mario Alberto Santana per inventare qualche magia determinante, confidiamo magari anche in Gregoria Luperini perché faccia vedere nelle sfide che valgono davvero tutte le cose bene che gli abbiamo visto fare con il Trapani, confidiamo soprattutto in una maggiore attenzione e concentrazione di tutti i difensori, svagati e assolutamente insufficienti domenica scorsa. In attesa del recupero di giocatori importanti, a cominciare da Lucca, poi Somma, Palazzi, Crivello, Saraniti, mentre il tecnico Filippi dovrà fare a meno per le sfide decisive di una pedina fondamentale come Almici.

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