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M5s chiede a Conte di rompere il silenzio: prendere o lasciare

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

AGI – Il programma e il nuovo Statuto che potrebbe essere di fatto quasi pronto. La settimana prossima Giuseppe Conte, questo è l’auspicio e la voce che gira insistente, potrebbe presentare il suo piano del Movimento 2.0 e l’augurio è che sia un ‘prendere o lasciare’ per dare una sferzata al Movimento.

Ma le bocche sulle intenzioni di Conte restano per lo più cucite, tranne il fatto che lo slittamento da altre fonti ben informate non viene affatto escluso. Il tutto, mentre nell’attesa del ‘verdetto’ di Rousseau – al termine della giornata indicata come deadline ai morosi per rendicontare le donazioni alla piattaforma – il rapporto con Davide Casaleggio in molti lo danno per chiuso.

Anche fra quelli che fino a marzo, come indicato dalle nuove linee guida sul trattamento economico degli eletti, hanno versato fino all’ultima somma. Intanto il caso della sottosegretaria Anna Macina scuote la maggioranza ma crea, si apprende anche prese di posizione di contrarietà ferma dentro il Movimento 5 stelle è lo stato dell’arte che viene disegnato nella galassia pentastellata dalla quale arriva una richiesta all’ex premier: rompere al più presto il silenzio e incontrare gli amministratori e di nuovo i parlamentari alle prese con giornate complicate.

Il dialogo di Conte col Partito democratico

In M5s c’è chi sottolinea che mentre si aspetta che Conte comunichi la data di un incontro e ci si sente abbandonati, sembra che l’ex premier invece il dialogo lo continui solo con il Pd. L’esempio è la prossima partecipazione al convegno di Bettini il 29 aprile. data nella quale, ci si chiede, se Conte avrà già una investitura.

Sul timing di Conte, tuttavia, a chi sostiene che i tempi non possono essere troppo lunghi si affianca chi ritiene che non è questo il punto, ma fare le cose in modo serio e farle bene. Non si può gettare la croce su Conte messo in standby, questo il ragionamento, da una serie di questioni tutte interne a M5s. Quanto all’intervista del sottosegretario alla Giustizia sul video di Grillo, si rivela ‘una ulteriore spaccatura nella maggioranza’, tanto che il dibattito sul suo intervento ha infiammato – dopo la richiesta delle dimissioni avanzata dalla Lega – le Aule del Parlamento.

Fra i banchi del Senato anche Matteo Renzi, leader di Iv, a sottolineare il peso del j’accuse alle parole pronunciate da Anna Macina. È “una vergogna che un sottosegretario alla giustizia sfrutti il suo ruolo per mettere in campo quegli interventi, soprattutto se donna e avvocato”, ha detto il vicepresidente dei senatori di Iv, Giuseppe Cucca. “Il ruolo della magistratura non si mette in discussione per un atto di piaggeria nei confronti del capo”, ha ‘bacchettatò. È “sconcertante liquidare sbrigativamente l’attacco alle Istituzioni” con un “atteggiamento a doppio binario”, ha aggiunto.

“Che un sottosegretario usi il suo ruolo, per di più se avvocato, per attaccare una senatrice della Repubblica nonchè avvocato”, ha osservato il senatore di FI, Lucio Malan a proposito delle parole su Giulia Buongiorno, “non può essere accettato, quanto meno dalla ministro Cartabia”.

Le dimissioni di Macina sarebbero la cosa “migliore” ma quanto meno ci dovrebbe essere una ‘esecrazione’, ha notato. Intanto sulla questione del secondo mandato che continua ad agitare le acque la questione, dopo l’intervento di Grillo alla congiunta cui prendeva parte anche Conte, non sembra che vi siano stati sviluppi: alla richiesta se il capo politico Vito Crimi abbia affrontato il tema in queste settimane la replica è che “è da escludersi che abbia parlato con parlamentari del tema dei due mandati e, dunque, men che mai di deroghe”.

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