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Palermo, ultime stazioni della Via Crucis: ma almeno si vince. La pagelle ironiche di A&F

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT

 






È una specie di Via Crucis. Ci ritroviamo a seguire l’ennesima partita della stagione regolare (e ci piace chiamarla così per darci un tono), senza aver capito: dove si trova il Foggia, se dobbiamo vincere per forza, se possiamo perdere tanto non cambia nulla, se siamo morti e questo è l’inferno, se siamo vivi ed è solo un incubo. Filippi fa finta di fare turnover ma in realtà secondo noi non ci ha capito più nulla e tira a sorte i giocatori. Torna in campo Marconi, gioca Peretti, è confermato Marong, c’è Kanoute e Saraniti resta a guardare. Come si deve segnare senza punta centrale non si capisce. Ma evidentemente non è una priorità vincere le partite.

La partita è cattivissima e il ritmo è veloce. Si gioca a viso aperto e questo rende meno desolante il contesto. Il Foggia ha almeno un paio di occasioni serie su cui Pelagotti è molto bravo. Il Palermo “arrunza” come può, però è sempre in partita e sembra potersi rendere pericoloso. Finisce il primo tempo senza che sia successo quasi nulla. Si rientra e Rauti viene atterrato da un avversario mentre è lanciato a rete. L’arbitro non si capisce cosa vede e ammonisce soltanto.

La partita continua sugli stessi binari tristi e solitari del primo tempo. E noi contiamo le giornate che mancano alla fine: quando ci accorgiamo che sono poche tiriamo un sospiro di sollievo. E non è una bella sensazione. Alla mezz’ora i rosa cominciano a pressare e noi, stupidamente, a sperare. Al 37’ arriva il gol che si rivelerà decisivo. Su un bel cambio di fascia, Floriano serve Valente che con un bel tiro, forte e ben piazzato, ci regala un sorriso che in casa non si vedeva da tempo immemore. Una sensazione ormai dimenticata!

Il Foggia non riesce a reagire più di tanto e il Palermo porta a casa i tre punti. Lo sappiamo che molti penseranno che non serve a niente e non cambia nulla ma noi, pur consapevoli, quando vinciamo, siamo sempre felici e torniamo bambini!

Pelagotti 7: La sensazione di sicurezza che ci dà è sempre quella del mai dimenticato Posavec. Stavolta le sue parate, invece, si rivelano decisive. Muti (noi).

Marong 6,5: Conferma la buona prestazione di qualche giorno fa e noi ignari ci interroghiamo perché non abbia cominciato a giocare prima. Positivo.

Peretti 6: Noi preferiamo sempre un difensore di ruolo rispetto a uno adattato. Difensore.

Marconi 5,5: Si fa vedere poco in avanti perché sulla sua fascia gli attaccanti ospiti sono più intraprendenti. Lui li contiene come può. Contenutistico.

Almici 5,5: Anche lui spinge poco. Sarà perché è stanco, sarà perché si preoccupa della fase difensiva, fatto sta che non incide più di tanto. Ridotto.

Luperini 4,5: Abbiamo già detto che è una delle grandi delusioni della stagione Rosanero. Repetita iuvant.

(dal 21′ s.t. Odjer) 6: Razzola, mazzola e spazzola. Incisivo.

De Rose 7: Nettamente il migliore nell’asfittico centrocampo rosa. Stavolta oltreché in fase di contenimento cerca anche di farsi vedere sulla linea d’attacco. Onnipresente.

Valente 8: Segna il gol decisivo. Per noi basta e avanza. Accontentati (noi).

Kanoute 6: Appare molto più determinato rispetto alla prima fase del campionato. Tardivo.

(dal 35′ s.t. Santana) s.v.

Floriano 7: Di gran lunga il più pericoloso degli attaccanti rosa. Gol sfiorati, assist e una pressione continua sulla difesa avversaria. Ritrovato.

Rauti 4,5: Già giocava male, da punta centrale è letteralmente improponibile. Perso.

(dal 18′ s.t. Saraniti) s.v.

Filippi 6: Non è che il Palermo entusiasmi più di tanto, ma stavolta almeno vince. Noi siamo buoni e già solo per questo gli diamo la sufficienza. Sei politico.

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