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Il voto online mette d'accordo Pd e 5 Stelle

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

AGI – Il primo a ‘sdoganare’ le votazioni on line è stato l’allora segretario dem Nicola Zingaretti che non aveva escluso la possibilità di primarie utilizzando il web, ovvero non tramite i gazebo, a causa della emergenza sanitaria. E il nuovo corso del Pd potrebbe continuare in questa direzione anche se bisogna capire, spiega una fonte parlamentare dem, come proteggere il voto e valutare tutti gli strumenti tecnici. 

Le primarie per la scelta dei candidati delle città sono previste a giugno, non si esclude che possa esserci qualche tipo di accelerazione e che alla corsa per Roma possa iscriversi proprio il presidente della Regione Lazio (che finora però ha detto no) ma si utilizzerà una piattaforma da ‘costruire’ internamente, senza rivolgersi ad un servizio esterno.

L’accesso ad una propria piattaforma potrebbe essere il destino anche del Movimento 5 stelle con l’ex premier Conte che con i vertici sta valutando se e come superare ‘Rousseau’, l’associazione di Casaleggio che oggi, anche grazie ai contributi di Di Battista (che ha detto di sognare il tetto dei due mandati per legge) e di tanti esponenti pentastellati, ha ricordato Gianroberto.

Il termine ultimo fissato dall’associazione per cercare una ricomposizione con il Movimento, dietro il versamento degli arretrati, è quello del 22 aprile ma in M5s c’è chi sospetta che Casaleggio e ‘Dibba’ finiranno per avviare una nuova avventura insieme, proprio mentre il Movimento si struttura e ‘sdogana’ la forma partito.

La centralità della base

Il nodo Rousseau resta ancora da sciogliere ma il giurista pugliese, incontrando ieri i deputati, ha fatto capire di non voler essere tirato in ballo, proprio perché arrivato dopo. La decisione di smarcarsi dalla vicenda legata a Rousseau in realtà non sarebbe stata apprezzata da tutti i parlamentari, qualcuno l’ha considerata come un modo per lavarsi le mani, magari anche sul dossier delle amministrative.

In ogni caso l’ex presidente del Consiglio allo stesso tempo ha ribadito di credere nella democrazia diretta. Al di là di come andrà a finire la ‘querelle’ sulla piattaforma Conte non vuole un’investitura dall’alto e crede nella necessità di consultare la base, sia per tenere sempre aperta la porta del confronto, sia per coinvolgere gli attivisti sui temi sul tavolo, sui valori e sulle sfide che attendono il Movimento.

E’ un percorso parallelo a quello che porta avanti Letta che oggi ha sottolineato la “necessità di dare ai tesserati quella centralità e quel ruolo indispensabili perché un partito sia davvero vivo.

“Gli iscritti – ha argomentato – si sono sentiti con un ruolo inferiore, ma il partito che voglio proporre è un partito in cui gli iscritti saranno il cuore di tutto. Saranno loro a decidere sulle grandi questioni”. Ed ancora: “Trentanovemila persone hanno discusso, ci hanno mandato i risultati della loro riflessione e questa è la dimostrazione che il digitale se bene applicato può rafforzare la democrazia. Sabato lancerò le Agorà Democratiche che cominceranno il primo luglio e si concluderanno a dicembre, per discutere del futuro della democrazia”.

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