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Palermo, una partita per due: la “verità” di Boscaglia e… l’outing di Monastra

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La discussione tra tutta la squadra di Stadionews è durata a lungo, almeno tre ore. “Sei stato molto severo”, “Sei stato troppo buono con i voti”. Nel frattempo un diluvio di messaggi critici. Poi il più filosofo di tutti, come una sentenza, ha fatto la sintesi. “Uno guarda le pagelle e si fa un’idea, sente le dichiarazioni di Boscaglia e si fa l’idea opposta: tra Boscaglia e Monastra uno dei due non capisce nulla di calcio”. E a quel punto non ho avuto altra possibilità che fare outing e ho risposto. “È evidente che sono io quello che non capisce niente di calcio”.

D’altro canto, lo dico con rispetto, Boscaglia ha un trascorso da allenatore di riguardo, salutato in estate come il colpaccio, l’unico in grado di strappare un biennale oneroso al Palermo che inizialmente aveva pensato di puntare su un allenatore un po’ meno famoso. Ma Sagramola e Castagnini conoscevano bene Boscaglia per avere lavorato insieme a Brescia e quindi hanno fatto i necessari sforzi economici.

Lo ammetto, da almeno quattro partite (direi però anche due mesi) vedo un Palermo brutto, in difficoltà di gioco, di gol e di risultati, pieno di equivoci tattici, senza personalità, senza leader (forse adesso De Rose che a Potenza è stato il migliore) e direi anche senza particolare entusiasmo. Rilievi sempre indirettamente smentiti dal tecnico di Gela, che si affanna a ripetere che il problema è che il Palermo è incompleto per colpa degli infortuni, che a Potenza ha visto una bella partita e che recrimina solo per il risultato. “Certo, ha aggiunto Boscaglia, non si può sperare di vedere in Serie C lo spettacolo della Champions League”. E anche qui ho dovuto dargli ragione, ricacciando indietro i ricordi del Palermo che vinse la Serie C 20 e 30 anni fa.

A parole, dunque, nessun problema particolare, nemmeno quel nono posto in classifica che non rende onore al blasone del Palermo e che contrasta con le legittime speranze del presidente che appena qualche settimana fa (forse ora non più) parlava ancora di speranze di promozione spiegando che per mettere in piedi questa squadra – tra ingaggi e stipendi – ha stanziato poco più di 6 milioni di euro. Con 26 punti in classifica, esattamente la metà dei punti della capolista Ternana, avrei ritenuto che il bilancio sportivo potesse essere giudicato ampiamente negativo ma probabilmente ho espresso giudizi frettolosi perché c’è ancora tutto il girone di ritorno.

Dunque, va tutto più o meno bene; in società – almeno per quello che ci è dato conoscere – non c’è aria di provvedimenti di nessun tipo e la conferma arriva dallo scarso interesse per il calcio mercato che forse avrebbe potuto portare qualche beneficio. O forse è solo rassegnazione per una stagione cominciata male e proseguita peggio, in cui ognuno regge uno spartito diventato anacronistico.

D’altro canto, cinque ore dopo la spumeggiante gara del Palermo, ho visto che Lucarelli – tecnico della Ternana che ha vinto 3 a 1 – ha rimproverato i suoi per il gioco espresso, spiegando loro che “giocando così a Palermo mercoledì ne prendiamo tre”. A quel punto ho rinunciato a capire.

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