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La Lombardia contro il governo, 'allargato' il ricorso sulla zona rossa

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

AGI – Va avanti lo scambio di accuse tra la Palazzo Lombardia da un lato e ministero della Salute e Istituto superiore di sanità dall’altro, sulle responsabilità che hanno portato la regione in zona rossa. E non basta a placarle, la firma dell’ordinanza che fa tornare la Lombardia arancione. Anzi, oggi pomeriggio in una conferenza stampa, il governatore Attilio Fontana ha annunciato che allargherà il ricorso già presentato al Tar del Lazio: “Non rinunciamo al ricorso al Tar, assolutamente”. Dunque, anche se l’udienza di lunedì sulla zona arancione è superata dai fatti, “andiamo avanti e pretendiamo che la verità dei fatti venga acclarata in sede giudiziaria. Se c’è un errore non è nostro, non è nell’indicazione dei nostri dati”. Per questo “verrà allargato il ricorso. Sarà impugnato il verbale della cabina di regia, il verbale del Cts, l’ordinanza nella quale si afferma che c’è stata una rettifica dei dati della Regione. E’ una cosa non vera”. 

Insomma, sarà impugnata anche l’ordinanza, firmata oggi da Speranza, che ha rimesso la Lombardia in zona arancione perché c’è scritto che “la Cabina di regia ha comunicato ‘un nuovo invio di dati il giorno 20 gennaio 2021 (da parte della regione Lombardia) con una revisione anche retrospettiva da metà dicembre 2020 dei campi relativi alla data inizio sintomi e allo stato clinico che determinano una riduzione del numero di casi notificati dalla Regione stessa come sintomatici’ e che ‘questa rettifica non determina, ad una rivalutazione, un cambiamento nella classificazione del rischio che si conferma alto nella regione Lombardia in quella settimana. Al contempo la modifica impatta sul calcolo del valore Rt basato sulla data inizio sintomi al giorno 30 dicembre 2020 che, al ricalcolo, risulta pari a 0,88′”. 

La spiegazione del dg Welfare Lombardia

Il direttore generale dell’assessorato lombardo al Welfare, Marco Trivelli, ha spiegato così la questione: “Non è il dato dei guariti che ha determinato l’anomalia del rapporto, questa è una fake news. L’allineamento dei dati tra RT ospedaliero e RT per sintomi, come anche per le altre informazioni che emergono dai report dell’Istituto Superiore della Sanità, sono sempre stati coerenti. I flussi di Regione Lombardia sono sempre stati costanti per 35 settimane, sempre accettati, sempre in qualche modo anche confermati da noi, come evidenza del contagio che l’Iss dava della nostra situazione regionale. In questo caso è avvenuto qualche cosa, nell’ambito dell’operatività dell’Iss che non ci è noto perché il meccanismo di calcolo complessivo dell’RT non è noto, non è trasparente. Però per questo motivo ci è stato suggerito di introdurre, per alcuni campi, una variabile solo allo scopo di eliminare questo ostacolo temporaneo e poter avere un calcolo corretto dell’RT”.  

Le polemiche politiche sono continuate ad essere roventi per tutta la giornata. “Sono veramente indignato – ha attaccato Fontana – di quello che sto leggendo sui giornali e delle false notizie che sono offensive, prima di tutto nei confronti della Lombardia e delle persone che lavorano per la Lombardia. Si sta dando una rappresentazione non veritiera dei fatti”. Il governatore ha quindi annunciato che nella prossima Conferenza delle Regioni avanzerà “al governo la richiesta che nell’ambito del prossimo scostamento di bilancio, venga inserita la somma che equivale al danno che hanno subito le nostre categorie per questa chiusura”.  “La cosa che mi ha fatto arrabbiare – ha detto ancora il presidente lombardo – è che è stato l’Iss, parlando con i tecnici dell’assessorato al Welfare, a chiedere di mandargli dei dati, di implementare alcune nozioni. Noi non abbiamo mai sbagliato a dare i nostri dati, non li abbiamo mai rettificato, abbiamo risposto a una richiesta che veniva da Iss”.

Sia Fontana che la vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti, hanno poi accusato il ministro della Salute, Roberto Speranza, di aver preteso “che dicessimo che c’era stato un errore nostro, ma non potevamo accettarlo per la dignità della Regione, per le nostre famiglie e le imprese”. Secca la replica del ministro: “La relazione dell’Istituto Superiore di Sanità è chiarissima. La Regione Lombardia, avendo trasmesso dati errati, ha successivamente rettificato i dati propedeutici al calcolo del Rt e questo ha consentito una nuova classificazione. Senza l’ammissione di questo errore non sarebbe stato possibile riportare la Regione in zona arancione. Questa è la semplice verità. Il resto sono polemiche senza senso che non fanno bene a nessuno. Soprattutto a chi le fa”.

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