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WiFi, browser, Spid e oltre: sicuri di fare smart working? | Pillole di cybersecurity

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

La tradizionale attività lavorativa, in diversi settori e per molte persone, ha subito un radicale cambiamento nell’ultimo anno dovuto alla condizione di pandemia e al bisogno di adottare modalità di lavoro che potessero conciliare la necessità di svolgere la propria attività e ridurre la possibilità di contagio.

Come sappiamo quello che viene chiamato, sinteticamente, smart working raggruppa fattispecie di diverso tipo come il tele-lavoro, lavoro da casa, lavoro agile che tendono a identificare il lavoro svolto fuori dalla sede aziendale con l’uso totale o parziale di dispositivi personali. Questo tema ha peculiari aspetti sia di natura organizzativa che giuslavoristica che sociologica ma, in ogni caso, ha una forte e inevitabile componente tecnologica.

Secondo quanto emerso da una nuova ricerca globale di Kaspersky che ha coinvolto 8.000 lavoratori delle PMI di diversi settori, quasi tre quarti dei dipendenti italiani (70%) vorrebbe cambiare le modalità di lavoro pre-COVID-19. Anziché tornare al precedente modo di lavorare, i dipendenti di tutto il mondo vorrebbero un futuro in cui le attività lavorative siano definite in base alle loro esigenze, sia che si tratti di passare più tempo con i propri cari (47%), di risparmiare denaro (46%) o di lavorare in remoto (31%).


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