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Stretta di Natale, 10 giorni in zona rossa. Conte, ristori per 645 milioni

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

AGI – Arriva la stretta di Natale: l’Italia sarà zona rossa nei 10 giorni festivi e prefestivi fino all’Epifania, con negozi, bar e ristoranti chiusi e la possibilità di uscire di casa solo per motivi di lavoro e salute. Il decreto approvato in Cdm di tre soli articoli prevede che negli altri quattro giorni delle feste la penisola sarà zona arancione mentre il coprifuoco resta confermato alle 22.

“La situazione rimane difficile, il virus si lascia piegare ma non sconfiggere”, ha spiegato il premier, Giuseppe Conte, in conferenza stampa, “dobbiamo intervenire e vi assicuro che è una decisione non facile e sofferta”. “Il metodo a zone ha funzionato, abbiamo evitato il lockdown generalizzato”, ha osservato il presidente del Consiglio, nei prossimi giorni tutte le regioni potrebbero rientrare nell’area gialla. La situazione però rimane difficile e in tutta Europa. E tra i nostri esperti c’è forte preoccupazione che nel periodo natalizio la curva dei contagi possa subire un’impennata”.

“È possibile ricevere nella propria abitazione fino a due persone non conviventi con eventualmente i propri figli minori di 14 anni. È una misura che abbiamo pensato per consentire quel minimo di socialità che si addice a questo periodo”, ha spiegato Conte.

Evitare la terza ondata 

Alla fine è prevalsa la linea del rigore per evitare che i raduni familiari e con amici delle feste facciano favoriscano una terza ondata a gennaio e febbraio. “L’indice di riproducibilità del virus è di nuovo salito”, ha avvertito il ministro della Salute, Roberto Speranza, “ed è perciò necessario, per arginare la risalita dei contagi, disporre la zona rossa”.

L’unica deroga per pranzi e cene delle feste nei giorni in rosso è la possibilità di ospitare due commensali non conviventi, oltre ai minori di 14 anni, che potranno spostarsi anche con i divieti per raggiungere nelle abitazioni private familiari e parenti più stretti. Ma questo “una sola volta al giorno” e “verso una sola abitazione”, ovviamente nella stessa regione. Nel provvedimento c’è anche la deroga per i piccoli comuni: ci si potrà spostare da quelli sotto i 5mila abitanti, ma ad una distanza massima di 30 chilometri e comunque non per andare nei capoluoghi di provincia. Il 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio l’Italia sarà invece tutto in zona arancione: ci si potrà spostare liberamente all’interno dei comuni e i negozi saranno aperti. Per i bar e ristoranti se ne riparla invece il 7 gennaio.

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