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Salvini chiama in causa Conte: "Linea condivisa, abbiamo salvato vite"

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

AGI – Adesso occhi puntati su Palazzo Chigi. Il 28 gennaio, alle 10, il gup di Catania, Nunzio Sarpietro, ascolterà il premier Giuseppe Conte, quale teste nell’udienza preliminare sul caso Gregoretti. Lo ha deciso oggi il giudice nell’aula bunker del carcere Bicocca di Catania, dove sono stati sentiti gli ex ministri ai Trasporti e alla Difesa, Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta, nonché Matteo Salvini (che ha reso dichiarazioni spontanee), accusato di sequestro di persona per i ritardi nello sbarco da nave Gregoretti di 131 migranti ad Augusta, il 31 luglio 2019.

Intanto a Palermo il gup decideva lo slittamento al 9 gennaio, per la concomitanza dell’udienza, sul caso Open Arms, dell’agosto 2019, quando la nave della ong spagnola, dopo aver soccorso 162 persone in tre diverse operazioni di salvataggio, rimase 22 giorni di fronte alle coste di Lampedusa prima che venisse concesso un porto di sbarco.

Accoglienza ‘fredda’ a Catania per Salvini, che se ne è lamentato: “Nei mesi a venire sarò sempre più siciliano, tra vicende politiche e giudiziarie… sperando che la prossima volta magari accendano il riscaldamento nell’aula bunker… sono infreddolito… Chiederò al siciliano Bonafede se riesce a trovare 50 euro per dotare l’aula di riscaldamento”.

E’ un fatto per il leader della Lega che “il 28 gennaio Palazzo Chigi si trasformerà in un’aula bunker. Il premier ha deciso di non andare a Catania, ma di far venire Catania a Palazzo Chigi… scelte sue”. L’ex ministra Trenta “si è mostrata corretta nelle sue memorie, a differenza dello smemorato precedente”, Toninelli, “ricordando che i diritti umani erano comunque sempre salvaguardati, rivendicando con orgoglio di avere costretto l’Europa a cambiare approccio politico nei confronti dell’Italia sul tema dell’immigrazione.. che è la verità… quindi mi aspetto dal presidente Conte la verità, non complimenti, favori, bugie… abbiamo del resto prodotto delle mail di Palazzo Chigi… mi aspetto che dica quello che è successo, non barricandosi dietro dei tristi non ricordo…”

Ma Toninelli accusa: “Stiamo assistendo al tentativo di scaricare tutto sul ministero dei Trasporti, da parte di un uomo che diceva di difendere i confini italiani, che era l’uomo forte al governo”.

Salvini si è detto “orgoglioso” di quanto fatto: “Ho fornito al giudice i numeri che parlano di vite: nell’estate 2018-estate 2019, estate pre Salvini ed estate post Salvini, abbiamo ridotto del 55% i dispersi, da 1.694 a 757, azzerato il numero dei cadaveri in mare, da 83 a 4, riducendo dell’80% gli sbarchi, da 42 mila a 8 mila: i numeri ci danno ragione, abbiamo salvato vite. Rivendico e non dimentico, come Toninelli con i suoi ‘non ricordo’ che hanno occupato un’ora e mezza delle sue due ore di dichiarazioni… spero ricordi almeno dove abita… Mai combatterò gli avversari politici nelle aule di tribunale. Al giudice ho detto quello che Conte ha affermato e cioè che ‘per quanto riguarda le ricollocazioni abbiamo sempre lavorato noi per consentire poi lo sbarco’. ‘Noi’ e ‘poi’ sono due paroline decisive e per quanto mi riguarda con queste il processo si chiude”.

Il 28 gennaio, dunque, a Roma il 9 gennaio a Palermo, “per non fare un torto alla Sicilia occidentale… e per un altro processo ancora più incredibile: una nave spagnola che raccoglie migranti in acque maltesi, ha avuto la disponibilità della Spagna, ma decide di andare in Italia, con una interlocuzione con il governo spagnolo a cura del ministro Toninelli… Mi spiace per la quantità di tempo e denaro sprecati solo perché qualcuno in Parlamento ha deciso di fare un processo politico. E ringrazio il giudice Sarpietro perché è molto preciso, puntuale informato e competente”. 

L’avvocato Giulia Bongiorno ha spiegato: “Avevo già richiesto, come difensore, documenti ai ministeri competenti e quanto ero riuscita a ottenere testimonia che la redistribuzione veniva fatta da una serie di ministri e dalla presidenza del Consiglio”. Una redistribuzione “provata dalla scambio di mail e lettere, ma la documentazione non è stata trasmessa al gup. Abbiamo chiesto sia fornita nella prossima udienza. A noi interessava sapere chi si è occupato della redistribuzione dei migranti ed è fondamentale sapere chi partecipava a questo processo. I ministeri ci hanno fornito solo delle schede operative di quello che accadeva durante gli sbarchi e non le interlocuzioni tra i ministri competenti, il ruolo della presidenza del Consiglio e del ministero degli Esteri”. Salvini “ha sempre detto di rivendicare la linea politica durante il Conte I, una linea politica governativa che era condivisa da tutti i ministri competenti”. Il prossimo capitolo sarà scritto a Palazzo Chigi.

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