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Palermo, speranze e rimpianti: le due facce della stessa medaglia

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT




Come abbiamo imparato dai cinesi e come la vita ci insegna tutti i giorni, ogni medaglia ha il suo rovescio. Così è anche per la classifica del girone C del campionato di calcio di Serie C, arrivata ufficialmente alla tredicesima giornata, anche se tra riposi forzati per la scomparsa del Trapani e partite rinviate causa Covid 19 poche squadre le hanno giocate tutte: guardandola e soprattutto analizzandola con attenzione, noi che abbiamo a cuore le sorti del Palermo abbiamo motivi per rallegrarci, ma anche altri per rammaricarci.

Sono evidenti agli occhi di tutti sia i primi che i secondi. Possiamo certamente essere soddisfatti perché gli uomini di Roberto Boscaglia, dopo un inizio di campionato che ci aveva lasciati – forse precipitosamente – perplessi se non sconcertati, hanno intrapreso la strada giusta fatta di vittorie, punti e soprattutto netti miglioramenti dal punto di vista del gioco. Con undici partite giocate e 15 punti conquistati, il Palermo occupa il decimo posto in classifica ed è in zona play-off, dunque tra quelle formazioni che se la potranno giocare fino in fondo, una situazione sicuramente soddisfacente rispetto a circa un mese fa.

Questa è la medaglia, il bicchiere mezzo pieno, il punto di vista di chi si accontenta. Ma c’è anche, è impossibile nasconderlo, il rovescio e il bicchiere mezzo vuoto: se si considera il “combinato disposto” – quanto mi è antipatica questa espressione, ma qui ci sta proprio – tra l’esito che sembra abbastanza scontato nel senso di una nuova vittoria del recupero di domani, mercoledì 2 dicembre, sempre allo stadio Barbera, contro la Viterbese terzultima e in grande difficoltà e il nefasto passo falso di mercoledì scorso contro la Turris, che di punti ne ha 20 e si trova al quarto posto, si arriva alla semplice deduzione che se le cose fossero andate per il verso giusto, se Pandolfi non avesse segnato quel gol beffardo al 94esimo minuto e la partita contro i campani fosse finita non dico con un’altra vittoria dei rosanero, ma anche con uno 0-0 che sembrava certo, oggi parleremmo di un Palermo immediatamente sotto le prime tre in classifica (Ternana, Bari e Teramo), che allo stato attuale – lo ribadisco perché è la fotografia realistica dei valori in campo e di quanto accaduto finora – sono le uniche formazioni che appaiono sicuramente superiori alle attuali capacità e possibilità dei rosanero. E dunque i motivi per rammaricarci ci sono.

E’ un ragionamento che sembra ingarbugliato, ma non lo è affatto, è la verità delle cose: la sconfitta casalinga contro la Turris ha pregiudicato purtroppo un recupero molto veloce verso i piani alti della graduatoria. Ma so benissimo che con i se, nel mio discorso ce ne sono tanti, non si fa molto strada e dunque pensiamo ad andare avanti. Prendendo atto con nuova soddisfazione che il Palermo il cammino lo ha ripreso alla grande con la bella e indiscutibile vittoria contro il Monopoli, maturata alla fine di una partita divertente e spettacolare. Tutti molto significativi i gol e gli autori: il rigore trasformato da Almici, che sempre più si va rivelando un perno fondamentale della squadra e nei meccanismi di gioco di Boscaglia; l’imperioso colpo di testa del centrale di difesa Marconi, anche lui sempre più colonna della formazione rosanero; dulcis in fundo, la conclusione in rete elegante, da eccellente attaccante, di Andrea Saraniti, al suo terzo gol in campionato e ancora protagonista di una prestazione generosa e importante, che ormai veste i panni del condottiero palermitano Doc di questa squadra.

Voglio aggiungere solo qualcosa su altri giocatori: il tenace e simpaticissimo Odjer, instancabile lottatore su ogni pallone e in ogni zona del campo; il guizzante Rauti che, con pur evidenti limiti di maturità, è una notevole risorsa per la squadra; il portiere Pelagotti, ultimo uomo sempre partecipe al gioco e capace di infondere sicurezza ai compagni. E voglio dire anche che mi piace molto Boscaglia quando dice che si è giocato meglio contro la Turris, trasmettendo ai suoi giocatori, anche dopo un 3-0, l’implicito messaggio che si può e si deve sempre cercare di migliorare e mi riempie di gioia, anche se non lo dovrei dire in tempi di pandemia, quel festoso cerchio rosanero a fine partita.

Basta così, ora battiamo anche la Viterbese. Saluti e abbracci dal Vulcanico rosanero.

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