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Napster passa di proprietà e cambia stile: ospiterà anche concerti live in VR

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Continua la saga di Napster: chi se lo ricorda? Il padre del file sharing, nato nel 1999, in breve tempo spopolò in tutto il mondo, permettendo a milioni di persone di scaricare musica illegalmente e rischiando di mettere in ginocchio le case discografiche.

Da quel momento ne è passata di acqua sotto i ponti: il servizio di file sharing peer-to-peer fu costretto a interrompere le attività a causa di una serie di difficoltà legali per violazione del copyright, ma il marchio sopravvisse e fu acquisito in un'asta fallimentare da Roxio, che lo utilizzò per ribattezzare il servizio musicale Pressplay come Napster 2.0.

Nel 2008 fu acquistato dal rivenditore di elettronica statunitense Best Buy per 121 milioni di dollari e, nel 2011, si fuse col negozio di musica online Rhapsody (di proprietà di RealNetworks), colonizzandone anche in questo caso il nome. E poi si arriva alla notizia di oggi: Napster sarà acquisito da MelodyVR, società specializzata in esperienze di realtà virtuale.


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