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Taiwan chiude ai servizi cinesi di video streaming: guerra a Tencent e Baidu

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Gli ultimi due anni verranno forse ricordati come l'inizio della fine della globalizzazione, almeno quella software. La contrapposizione tra Cina e Stati Uniti ha infatti portato a due diversi schieramenti che, a suon di ban e proibizionismo, provano a far valere i propri interessi chiudendo ai servizi altrui. Ultima in ordine cronologico la decisione di Taiwan, apertamente contro la Repubblica popolare cinese e adesso contro anche i loro servizi di video streaming.

Con un provvedimento che farà di certo discutere in Asia e in Occidente, il ministro degli affari economici di Taipei ha ufficializzato l'interruzione di iQiyi (Baidu) e WeTV (Tencent), due servizi già illegali sull'isola ma ancora presenti grazie ad una scappatoia che li ha finora tenuti in vita attraverso compagnie locali. Tutto ciò non sarà più possibile a partire dal 3 settembre prossimo, uno schiaffo più simbolico che altro a due delle più grandi multinazionali cinesi in attività, Taiwan conta infatti "solo" 24 milioni di abitanti e non può certo ledere i numeri di questi colossi.

Il messaggio è quindi ciò che conta davvero, la Cina sta infatti affrontando un momento molto particolare della sua storia recente e lo scontro con gli Stati Uniti non potrebbe essere più duro: Trump ha bannato WeChat e TikTok, dando loro 45 giorni di tempo per eventuali mosse estreme come la vendita ad una società statunitense (MIcrosoft?).


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