Cultura

Siracusa difende il suo Caravaggio, Sgarbi lo vuole per il Mart

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: CULTURA

“Nessuno tocchi il Caravaggio che deve restare a casa sua”. La città di Siracusa, con il suo sindaco, Francesco Italia, ha deciso di  impedire il trasferimento al Mart di Rovereto del Seppellimento di Santa Lucia, l’opera di Caravaggio, realizzata durante il suo soggiorno a Siracusa, che si trova esposta nella chiesa di Santa Lucia alla Badia, in piazza Duomo, nel cuore di Ortigia, il centro storico della città siciliana.

La tela era stata richiesta dal presidente del museo di Rovereto, Vittorio Sgarbi, che sta allestendo una mostra dedicata al Caravaggio, peraltro annunciata nel settembre scorso. “Il Seppellimento di Santa Lucia rappresenta – spiegano il sindaco di Siracusa, Francesco Italia e l’assessore alla Cultura, Fabio Granata – uno dei tasselli fondamentali del nostro patrimonio artistico e una delle attrazioni più importanti della nostra città per viaggiatori e turisti. Non possiamo che esprimere la nostra contrarietà allo spostamento della preziosissima e fragile tela”.

Per il presidente del Mart non si tratta di uno scippo, perché il prestito della tela è stato richiesto “al presidente della Regione, all’assessore regionale alla Cultura, ed alla Soprintendente di Siracusa”, spiega Vittorio Sgarbi in un video sulla sua pagina Facebook. Anzi, lo stesso critico d’arte sostiene che il trasferimento dell’opera d’arte da Siracusa al Mart non sarà gratuito. “La provincia di Trento – spiega Sgarbi – metterà a disposizione 350 mila euro per il restauro della tela, che presenta una macchia. Inoltre, sarà realizzata una teca per impedire il furto e l’alterazione dell’umidità”. 

Un restauro che convince poco gli amministratori di Siracusa: “Se qualcuno vuole trovare sponsor per un eventuale restauro ( il quadro è già stato restaurato dall’Istituto Centrale del Restauro) saremo felici  – spiegano Italia e Granata – di questa opportunità ma non crediamo sia pensabile e neanche proponibile un prestito solo per la promessa di una teca e di un restauro non meglio specificato. L’identità culturale della Sicilia si difende non con i proclami ma attraendo viaggiatori e non certo prestando le nostre opere più preziose e delicate”. 

Sgarbi, però, solleva un’altra questione: la collocazione dell’opera d’arte. Infatti, il quadro fu commissionato a Caravaggio per la Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro di Siracusa, nel quartiere della Borgata, ma dal 2009 è stata trasferita in Ortigia. “L’opera del Caravaggio dovrebbe stare nel suo luogo naturale, invece si trova nella chiesa di Santa Lucia alla Badia senza una sufficiente visibilità. Insomma, non attira turismo in quel modo, ma va detto che con l’emergenza sanitaria non ci saranno turisti, se non vacanzieri siciliani che già conoscono l’opera”. 

Non è la prima volta di uno scontro su un’opera d’arte custodita a Siracusa: due anni fa L’Annunciazione di Antonello da Messina, situata a Palazzo Bellomo, a Siracusa, fu trasferita per una mostra a Palazzo Abatellis, a Palermo, dopo tante polemiche, al punto che l’allora assessore ai Beni culturali, Sebastiano Tusa, inviò una squadra di tecnici per il recupero della tela. “Dopo Antonello, ora tocca a “Caravaggio” denuncia Italia Nostra, contraria al trasferimento del Seppellimento di Santa Lucia.

“Non sono le opere d’arte che devono viaggiare, ma le persone ed viaggiatori che scelgono Siracusa lo fanno anche per vedere il Caravaggio” fanno sapere da Italia Nostra. La vicenda ha assunto toni politici ed il deputato regionale di Italia Viva, Giovanni Cafeo, ritiene che “con tutta probabilità il delicatissimo Seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio non si allontanerà neppure di un centimetro dalla sua Siracusa”.

Per il parlamentare siciliano “il palese ricatto economico, secondo il quale il trasferimento avrebbe comunque in cambio un importante intervento di manutenzione, risulta offensivo per tutti i siciliani ma soprattutto per un Governo regionale che proprio sui capolavori presenti nell’Isola dovrebbe puntare al massimo,intervenendo per i restauri senza la necessità del mecenate di turno”.​ “Ma perché – chiede infine l’associazione Bc Sicilia – siamo l’unica regione ‘costretta’ a mandare i propri capolavori fuori per essere restaurati, in cambio dell’esposizioni in qualche mostra? Quante sono le altre opere del Caravaggio che sono così spesso in altre città dove non sono conservate? E quante opere di grande pregio sono arrivate in Sicilia per essere ospitate nelle nostre mostre?”.

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