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Apple e Google: il potere sovranazionale dell'oligarchia tech #prospettive + Podcast

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

L’iniziativa congiunta per la creazione delle API di “notifica dell’esposizione” da parte di Apple e Google ha dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, l’estensione del potere del duopolio par excellence della tecnologia su scala globale. L’antefatto lo conosciamo ormai tutti: con le “interfacce di programmazione” implementate di concerto dai due giganti californiani su iOS 13.5 e su Android (fino alla versione 6.0), i governi e le autorità sanitarie possono sviluppare più rapidamente le app per coadiuvare il tracciamento dei malati di COVID-19.

Apple e Google hanno messo a disposizione tempo e risorse, armate delle migliori intenzioni, ma hanno anche imposto le regole di ingaggio: le applicazioni sviluppate con queste API potranno essere solo una per nazione (per favorirne l’adozione), non potranno contenere alcun tipo di sistema di geolocalizzazione e soprattutto non dovranno raccogliere più dati di quanti ne servano per il funzionamento dell’app. Nel caso un’app governativa non dovesse rispondere a questi requisiti i controllori dell’App Store e del Play Store non la approveranno.

Scelta (quasi) obbligata

I governi e le autorità sanitarie si trovano di fronte a una scelta che possiamo serenamente definire obbligata: o accettare l’aiuto di Apple e Google e con esso le regole imposte dalle due aziende, oppure scegliere di votarsi all’insuccesso con soluzioni fatte in casa, che non saranno mai all’altezza dell’infrastruttura messa a disposizione da chi ha praticamente inventato le app per smartphone come le conosciamo. Come sintetizzato con un semplice interrogativo dal filosofo Luciano Floridi: chi comanda davvero?


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