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Le proposte del Pd per accelerare la Fase 2

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Semplificare e sburocratizzare: queste le parole chiave della proposta del Partito Democratico per velocizzare la riapertura delle attività produttive e commerciali nella fase seguente al lockdown. La proposta è stata illustrata durante una conferenza stampa, rigorosamente a distanza, dalla sala Berlinguer del gruppo Pd alla Camera da Nicola Zingaretti, Andrea Orlando e Marianna Madia.

“I provvedimenti adottati dal Governo in questo periodo di emergenza sanitaria mettono sul campo una quantità di risorse finanziarie del tutto eccezionale, intervenendo sia nella vita dei singoli che delle imprese per assicurare immediato sostegno e continuità aziendale, così tamponando l’arresto obbligato di molte attività lavorative ed economiche”, è la base da cui partono i dem che non bocciano il Dpcm del premier Conte – come fa ad esempio Matteo Renzi – ma vi affiancano una serie di strumenti per ‘correggerne’ alcune criticità, come l’accesso alla liquidità per le imprese e l’iter autorizzativo per quelle attività commerciali che, sulla carta, dovrebbero aspettare due mesi per riprendere il lavoro. 

Zero incombenze amministrative

 “La macchina amministrativa deve continuare a compensare la perdita di reddito delle famiglie e la perdita di ricavi delle imprese, con procedure più rapide di quelle adottate finora: se un bonus da 600 euro arriva a un professionista dopo due mesi dalla domanda, il risultato non sarà di sollievo, ma di rabbia e insoddisfazione”, scrivono i dem nel loro documento. “D’ora in avanti, con la progressiva uscita dal lockdown, occorre liberare gli operatori economici da ogni inutile incombenza amministrativa che intralci l’immediata messa in opera degli interventi necessari per riaprire in sicurezza negozi, esercizi pubblici, laboratori e aziende”, viene spiegato ancora: “Appena saranno disponibili le regole di sicurezza e distanziamento per i vari comparti, ogni energia delle imprese dovrà essere dedicata a riorganizzare processi e luoghi di lavoro”.

Quattro obiettivi

Quattro sono gli obiettivi che il Pd intende centrare: “Una massiccia iniezione di liquidità per far ripartire consumi e produzione; zero tempi di attesa ed eliminazione di oneri amministrativi a carico degli operatori economici nella fase di ‘ripartenza’; certezza sui tempi e le conclusioni delle conferenze dei servizi per progetti di investimento; digitalizzazione dei processi e dei servizi, sfruttando l’accelerazione obbligata che la pandemia ha imposto”. Obiettivi da realizzare attraverso la semplificazione del sistema amministrativo.  

Liquidità immediata

Il documento del Pd prevede che si eroghino le indennità alle persone e partite IVA sulla base della sola domanda, alle imprese sulla base di autocertificazioni con spostamento del controllo alla fase successiva alla liquidazione. L

Libertà di aprire presto e in sicurezza

Facilitare al massimo i cambiamenti delle attività commerciali e artigianali, i servizi pubblici, per la messa a norma necessarie ad operare in sicurezza. L’adeguamento agli standard di sicurezza (le distanze in primis) va liberalizzato e gli interventi compensativi per consentire pienamente l’iniziativa economica sgravata di ogni autorizzazione (ad esempio nell’immediato si superano i vincoli per l’occupazione di suolo pubblico delle attività commerciali e di ristorazione che non condizionano standard di sicurezza come le vie di fuga o il passaggio dei mezzi di emergenza).

Controlli intelligenti

Nell’avvio della fase 2 i controlli non devono interrompere lo sforzo del riavvio. A fronte del potenziamento dei controlli da remoto (facendo parlare banche dati pubbliche) le ispezioni sul luogo di lavoro non possono generare contestazioni formali, che vanno circoscritte esclusivamente ai casi di grave violazione di norme di sicurezza connesse a rischi concreti e immediati per persone e cose, comunque consentendo all’impresa un termine di adeguamento spontaneo.

Estensione delle autocertificazioni

Massima estensione dell’uso dell’autocertificazione per attestare la sussistenza di requisiti oggettivi e soggettivi, prevedendo controlli ex post e severe sanzioni amministrative pecuniarie e interdittive in caso di dichiarazioni mendaci, quali revoca del beneficio, sospensione e interdizione dell’attività

 Facile come un tweet

Digitalizzazione per usare l’amministrazione come una delle tante piattaforme scaricate sul telefono. Soluzioni facili per pagamenti e procedimenti (diffondendo il punto unico di accesso con la nuova piattaforma IO), scambio di informazioni ordinariamente con messaggistica e mail non certificata, accesso digitale agli uffici in videoconferenza (es: un cittadino che può da casa interloquire con un funzionario in smartworking).

Non solo grandi opere

Accanto alle semplificazioni necessarie al passaggio del paese alla Fase 2 il Pd propone altri interventi che migliorano la capacità strutturale dell’amministrazione di accompagnare progetti strategici per il paese. Non si parla del ridotto elenco delle ‘grandi opere’ per le quali agisce il meccanismo dei commissari straordinari, ma del più ampio novero di progetti pubblici e privati che costituiscono la trama dello sviluppo del Paese: grandi impianti produttivi, centri logistici, ospedali, data center, per fare solo alcuni esempi. Per questi interventi e investimenti di taglia medio grande è indispensabile – si legge nel documento – portare alla massima efficacia il motore delle autorizzazioni: la conferenza dei servizi. Spingendo al massimo l‘istituto del rappresentante unico (meno voci e valutazioni più coordinate sui progetti) e rinforzando le prerogative delle amministrazioni procedenti per ottenere i pareri necessari e concludere l’iter in tempi e con indicazioni certe.

Gli osservatori regionali

Per il Pd, la fase due va accompagnata con osservatori regionali: presso ogni l’Ufficio territoriale di Governo, un rappresentante della Prefettura, della Regione, dell’Anci e delle Camere di Commercio verificano costantemente la funzionalità delle semplificazioni proposte, individuano specifiche esigenze, segnalano correttivi ad autorità locali, infine orientano il sistema dei controlli in funzione di supporto. Sempre con un orecchio sul terreno, ovvero ascoltando parti sociali, imprenditoriali, sindaci ecc. Un reticolo di osservatori che scambia con il Governo valutazioni, prassi efficaci e proposte di ulteriori miglioramento. Un metodo rigoroso e serio per sostenere lo sforzo di cambiamento, valutarlo e correggero/adattarlo alla sfida imponente che abbiamo davanti”. 

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