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Gentiloni in pressing sull'Ue: "Recovery Fund da 1.500 miliardi entro l'estate"

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

“Credo che il governo abbia gestito bene questa fase e non vedo perché si debba mettere in dubbio. Poi non spetta al commissario dare giudizi”. Il commissario Ue agli Affari Economici, Paolo Gentiloni, ospite di “Mezz’ora in più”, parla della situazione che l’esecutivo sta affrontando e che affronterà con l’avvio della fase 2: “Nella dopo pandemia bisogna avere attenzione a difendere i fondamentali del nostro sistema, nessuna limitazione delle libertà civili e della dialettica”. La paura deve essere “dei battibecchi e della perdita di coesione nazionale”.

Nei confronti dell’Europa “il governo italiano, il premier, il ministro dell’Economia, quello per gli Affari europei hanno avuto una linea di grande coerenza. E questa forse è una delle caratteristiche nuove più evidenti della compagine governativa che si è insediata ad agosto”. Per poi aggiungere: “Quelle della sospensione del patto di stabilità, della Bce e del patto di Stato sono decisioni storiche e sono espressione di una svolta. Non soltanto per quello che ne viene all’Italia ma perché esprimono la consapevolezza che servono degli strumenti comuni”.

Durante “la crisi di 10 anni fa, se un paese aveva bisogno si diceva chiedete aiuto a condizioni spesso draconiane, e vi sarà dato. Adesso tutti hanno bisogno. Draghi lo ha chiesto per due anni che ci fosse una politica economica associata ad una politica monetaria comune. Questa crisi ci ha fatto fare passi da gigante”, aggiunge.

“A mio avviso la dimensione ragionevole” del recovery fund è “attorno ai 1.500 miliardi e il tempo deve essere ora”. Con un riferimento molto preciso per i prossimi mesi: “Quando dico estate so che l’estate finisce a metà settembre: penso che luglio è il periodo ragionevole in cui questo fondo deve partire. è importante correggere i rischi di squilibrio tra Paesi europei, deve partire presto”.

La questione del Mes

“Penso che il Mes sia, tra i tanti compiti e problemi che abbiamo di fronte, una questione semplice”, sostiene Gentiloni. “È una linea di credito fino al 2% del Pil di ogni paese, 36-37 miliardi per l’Italia che può essere accesa a una sola condizione che questi quattrini siano usati per la spesa sanitaria. Certo Paesi che hanno tassi negativi non è detto che siano interessati, quelli con tassi piu alti, come l’Italia, potrebbero essere interessati ma è una decisione del governo naturalmente”.

“Da parte di forze di opposizione anti-europeiste il Mes è stato individuato come una specie di “Spectre”. Queste linee di credito sono uno degli strumenti, non certo il principale, su cui stiamo lavorando: non ne farei una tragedia, l’Italia è perfettamente libera se decidere di fare ricorso a questo strumento o non farlo”.

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