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Come usare 30 miliardi, le proposte dei partiti

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Un decreto da 30 miliardi per allargare il bacino di utenza del Cura Italia e disinnescare eventuali tensioni sociali derivanti dalle restrizioni e dalla conseguenti difficoltà economiche incontrate dai cittadini: è questo l’obiettivo del nuovo provvedimento a cui sta lavorando il governo e per il quale il premier Giuseppe Conte incontrerà i referenti delle forze politiche.

E i partiti sono già al lavoro per presentare il loro pacchetto di proposte. Sentiti dall’AGI, i responsabili economici delle principali forze politiche di opposizione e maggioranza illustrano quali dovrebbero essere i pilastri di questo nuovo pacchetto di misure.

Il Pd e il reddito minimo a tutti

“Abbiamo due questioni fondamentali: dare un reddito minimo a tutti, un sostegno economico in tasca anche a quelli che sono rimasti fuori dai precedenti interventi, i camerieri, i precari senza contributi, e tanti altri lavoratori in questa situazione”, spiega all’AGI il responsabile economico del Pd, Emanuele Felice. “Altro intervento da fare subito è quello per il raddoppio del fondo di garanzia per la liquidità delle imprese oltre alla proroga della cassa integrazione per tutti i lavoratori dipendenti di tutte le imprese”.

“Vanno poi rafforzate le misure, ampliando il primo sussidio gradualmente in base al reddito, per i professionisti, le partite iva, per gli ordinisti. Una cosa è certa: non si può perdere tempo, bisogna ridurre al minimo, intervenendo sulla burocrazia, il tempo che trascorre tra i provvedimenti presi e gli effetti concreti per lavoratori e imprese”, continua il rappresentante della segreteria dem.

“Non è pensabile che la liquidità per le imprese e il sostegno ai redditi dei lavoratori sia erogato tra qualche mese. Nessuno deve perdere il lavoro e nessuna impresa deve chiudere. Altri interventi su cui dobbiamo concentrare ogni sforzo è quello a sostegno dei Comuni, dei sindaci che sono un’altra emergenza per la tenuta dello stato sociale, per i servizi che continuano ad erogare nonostante il crollo dei tributi locali”.

M5s, reddito a tutti fino a fine emergenza  

Nella stessa direzione vanno le proposte di M5s: “Se 2,5 milioni di persone resistono è grazie alla misura voluta dal Movimento 5 Stelle”, sostiene il Capo Politico, Vito Crimi: “Ora lavoriamo assieme alla maggioranza per il reddito di emergenza”, aggiunge Crimi. E Laura Castelli “chiarisce che questo reddito varrà fino a che non rientreremo nella normalità”.

Sostegno a lavoro e reddito, le priorità di Leu 

Nel prossimo decreto di aprile, che sarà varato per mettere in campo nuove misure economiche per fronteggiare il coronavirus e dare risposte a quella fascia di popolazione in difficoltà andrà posto il “tema del rinnovo delle misure a sostegno del lavoro, per fare in modo di non lasciare indietro nessuno, e andrà inserito un reddito di emergenza da affiancare al reddito di cittadinanza. Un reddito di emergenza che dovrà coprire quanti sono rimasti esclusi dal reddito di cittadinanza, con le stesse modalità, ma di durata di due o tre mesi, al massimo”, spiega all’AGI il capogruppo di Leu alla Camera, Federico Fornaro che, poi si sofferma sull’idea avanzata da Italia Viva di riaprire le attività economiche: “Per noi viene prima la scienza, saranno gli scienziati a dare le linee guida per riaprire, saranno gli scienziati a dire quando sarà il momento”.

Italia viva chiede garanzie per i professionisti 

“Per noi si tratta di chiudere il capitolo misure di protezione per i professionisti, un importo serio e una durata fino alla fine e garantire la stessa cosa ai lavoratori dipendenti, misure serie per terzi settore e comuni per la protezione dei poveri e quello che serve sotto il profilo della sanità, tutto quello che serve con una campagna vera per la protezione individuale”, spiega il coordinatore di Italia Viva, Ettore Rosato interpellato dall’AGI.

“Poi tutto quello che serve per bloccare gli adempimenti fiscali e la garanzia della liquidità con il sistema svizzero: le banche erogano sulla base del fatturato dell’anno precedente dell’azienda con la garanzia dello stato. Quindi”, sottolinea ancora Rosato, “procedure semplici da effettuare direttamente in banca Il secondo capitolo è il rilancio dell’economica con uno shock realizzato con investimenti pubblici, privati e della semplificazione”.

Assieme a questo, per Italia Viva, “ci devono essere misure forti per il sostegno all’export, tutte le misure che servono alle imprese”. Infine, “c’è la proposta del ministro Elena Bonetti per un sostegno serio alle famiglie con almeno 100 per figlio per tutto il 2020: una misura che va incontro alle famiglie che hanno bisogno più di una misura di questo tipo”.

Forza Italia chiede 100 miliardi

“Il centrodestra non vuole solo essere ascoltato ma vuole anche la condivisione delle scelte che saranno prese”, afferma il responsabile economico di Forza Italia, Renato Brunetta. “Chiediamo tutto e subito perchè pensiamo che il procedere gradualmente sia inefficace e soprattutto non raggiunga risultati incisivi”.

Il partito azzurro chiede quindi “100 mld complessivi, un nuovo scostamento di altri 75 mld (dopo i primi 25 mld autorizzati dal Parlamento nelle scorse settimane, ndr) da deliberare i primi giorni della prossima settimana, così come prima di Pasqua per noi dovrebbe essere confezionato il decreto Aprile”. Brunetta chiede anche “che venga condiviso l’atteggiamento dell’Italia nei confroti di quanto sta avvenendo in Europa per dare molta più forza al governo” e “che il lavoro parlamentare vega portato avanti, a partire dal Cura Italia, con doppio relatore”.

Fratelli d’Italia, subito 1000 euro per chi ha perso reddito  

Per Fratelli d’Italia “la priorità è dare subito liquidità a famiglie e imprese”, spiega Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma del partito di Giorgia Meloni. “Per questo abbiamo detto immediatamente mille euro sul conto corrente di chi ha perso la propria fonte di reddito, semplicemente compilando un modulo, e subito linee di credito bancario per le imprese vincolate al pagamento di fornitori e stipendi. Questo è ciò che reputiamo fondamentale. Però ad oggi purtroppo – sottolinea il senatore – non sappiano nulla di cosa il governo intende mettere nel decreto di aprile, neppure l’importo complessivo del provvedimento”.

La Lega invoca liquidità per le imprese

Anche la Lega ribadisce la volontà di collaborare con il governo. Nei giorni scorsi, Salvini aveva proposto al governo di dare mandato alle banche di erogare “sui conti correnti dei lavoratori i denari della cassa integrazione, dietro la garanzia dello stato. Se non diamo i soldi alla gente quella esce di casa”, aveva aggiunto. E oggi i sindaci della Lega chiedono di “smetterla con gli annunci” e di “togliere i vincoli di bilancio permettendo ai comuni di investire dove necessario”. 

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