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CameraX, Google lavora per migliorare l'esperienza fotografica di Android

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Google sta lavorando per migliorare ulteriormente le capacità fotografiche dei dispositivi Android… in modo trasversale, per così dire. Sarà capitato a molti di rendersi conto che la qualità delle foto scattate dal proprio smartphone cambiano molto in base all'app che si usa: più precisamente, passando da app di terzi, come per esempio WhatsApp, Instagram o Facebook Messenger, la qualità scade repentinamente. Il problema è che queste app non sono in grado di sfruttare tutte le capacità software e hardware messe a disposizione dallo smartphone.

Detta in termini più tecnici, manca un framework unificato per la fotografia. Per esempio, se uno smartphone offre più di una fotocamera, lo sviluppatore deve aggiungerle manualmente una ad una. Pensate a quanti diversi modelli di dispositivi sono sul mercato, e a quanti sensori abbia ognuno di essi: il lavoro è estremamente gravoso. In un quadro già molto complicato si aggiungono funzioni software esclusive, come la modalità ritratto o la Night Mode, e il fatto che ogni produttore opera sostanzialmente come meglio crede, senza un coordinamento preciso con tutti gli altri.

Google intende risolvere il problema con una libreria "ponte" chiamata CameraX e mostrata al pubblico su alcuni smartphone Oppo ai Google Developers Days China 2019 lo scorso settembre. Si collega all'API Camera2, che è appunto quella di sistema. CameraX non è un'API vera e propria, ma una libreria di supporto che fa parte della collezione Jetpack. Sostanzialmente CameraX verifica quali funzionalità sono dichiarate dal produttore in Camera2 e le rende utilizzabili dalle app di terze parti.


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