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Radiazioni da smartphone, la FCC smorza il caso Apple e Samsung

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Ricordate lo scandalo sollevato dal Chicago Tribune sui livelli record di radiazioni emesse da alcuni modelli di smartphone? Ebbene, la storia non è affatto conclusa, anzi, e c'è un colpo di scena che non renderà felici né la testata giornalistica americana, né lo studio legale FeganScott che aveva avviato due class action nei confronti di Apple e Samsung.

Sì, perché la FCC ha voluto vederci chiaro, ed ha condotto un'analisi comparativa effettuando misurazioni accurate attraverso strumentazioni interne. L'intento della Commissione Federale per le Comunicazioni era quello di verificare la bontà della metodologia adottata da RF Exposure Lab, responsabile delle rilevazioni per conto del Chicago Tribune. Non tutti gli smartphone delle class action rientrano tuttavia tra quelli analizzati dalla FCC, ma si può prospettare che anche per iPhone 7+, iPhone 8, iPhone XR, Galaxy S8 e Galaxy S10 (S9 c'è) i risultati di RF Exposure Lab seguano la stessa tendenza.

La FCC ha richiesto una serie di smartphone ai produttori e, per rendere l'analisi ancor più obiettiva, li ha affiancati a unità acquistate sul mercato: si tratta nello specifico di Apple iPhone XS, Samsung Galaxy S9, Moto G6 Play e BLU Vivo 5 Mini, tutti modelli in precedenza già testati da RF Exposure Lab. La misurazione dei valori SAR* è stata effettuata tra il 30 agosto e il 23 settembre 2019, e i risultati sono stati pubblicati recentemente.


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