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La crisi dei chewing gum per colpa degli smartphone: che distrazione | Storie

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Negli ultimi metri che separano le corsie di un qualsiasi supermercato dalle casse si gioca una partita importante, per questo motivo le aziende sgomitano pur di avere un piccolo spazio e sborsano somme importanti per un posto in bella vista. La cosiddetta zona dell'avancassa è un territorio ambito, un'area d'attesa dove si fanno affari d'oro secondo la "legge degli acquisti compulsivi", guidata dalla gola e dallo zucchero.

È proprio qui che i produttori di chewing gum riescono a realizzare i risultati migliori, non manca infatti cassa che non abbia le gomme da masticare in tutte le sue forme e dimensioni, che sia un ipermercato o un piccolo tabacchi. Le gomme hanno un'origine antica: si parte dai Maya con le prime resine dolci chiamate "chicle" fino alla prima ricetta brevettata nel 1869 in USA da un certo William Semple, per poi arrivare ufficialmente sul mercato sotto forma di palline nel 1871 in New Jersey. In quasi 150 anni di vita sono cambiati gli ingredienti e affinati i gusti, creando veri e propri status symbol come le piatte Brooklyn e le gustosissime Big Babol.

LA CRISI CHE NON TI ASPETTI

Un prodotto apparentemente immortale che nell'ultima decade ha subito un brutto contraccolpo a causa… degli smartphone! Si, proprio gli smartphone, fonte primaria di distrazione e luogo metafisico dove troppo spesso ci rifugiamo non appena c'è un momento libero.


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