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Cosa intende fare Conte riguardo alla Popolare di Bari

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

“L’obiettivo è la massima tutela dei risparmiatori, rafforzare il sistema creditizio del Sud altrimenti il Sud non può ripartire, e ne approfitteremo per rilanciare la Banca popolare di Bari. Non tuteleremo nessun banchiere. Non agiamo a protezione dei banchieri”. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha risposto alle domande dei giornalisti sulla situazione critica che investe l’istituto pugliese, uno dei principali del Mezzogiorno con oltre 3 mila dipendenti. 

Conte è tornato a parlare del consiglio dei Ministri convocato ieri per analizzare la questione. “Abbiamo ragionato affidandola a strumenti normativi e deciso di convocarci a breve” ha detto per poi soffermarsi su un’altra necessità: “Sollecitiamo le azioni di responsabilità. Non possiamo permetterci che queste situazioni si concludano senza nomi e cognomi”.

La direzione su cui operare sembra iniziare a delinearsi: “L’intervento avverrà attraverso uno strumento nella pancia di Invitalia, Mediocredito centrale. Cerchiamo di fare di necessità virtù. Assicureremo a Mediocredito centrale le necessarie risorse per poi, con un fondo interbancario, intervenire per rilanciare la Popolare di Bari. Avremo una sorta di Banca del Sud degli investimenti a partecipazione pubblica”.

C’è tempo anche per un messaggio rivolto agli italiani: “Per la prima volta ieri ho dovuto essere omissivo, l’ho fatto per non creare allarme con i mercati aperti e per il segreto d’ufficio. Perché in realtà ero stato avvertito della procedura di Bankitalia per il commissariamento della Popolare di Bari. Quindi mi scuso con tutti i cittadini”.

Le frizioni superate con Italia viva

I malumori provenienti dal movimento guidato da Matteo Renzi sono già superati. Almeno secondo il premier: “Siamo assolutamente responsabili, siamo un poco vivaci nel nostro modo di esporci, di prendere posizione, e di fissare qualche bandierina. Subito ho convocato un Consiglio dei ministri straordinario”, ha ricostruito il presidente del Consiglio “e la rapidità ha creato qualche equivoco tra le forze politiche. Capisco che ci sia ipersensibilità. È un tema che in passato è stato divisivo. È un nervo scoperto. Hanno partecipato i ministri che potevano”.  

In mattinata era stato Luigi Marattin, vicepresidente dei deputati di Italia Viva, a parlare della Banca Popolare di Bari: “Certo non saremo noi a mettere a rischio lavoratori e risparmiatori. Nessuno vuole far fallire la Popolare di Bari, ma in nome di questo non si può accettare sempre tutto. Ci sono punti che vanno approfonditi meglio di quanto fosse possibile fare ieri in sera in un consiglio dei Ministri convocato in tutta fretta. Ci sono cose da capire, anche in funzione di possibili soluzioni alternative, come non sarebbe stato possibile fare di fronte a una vicenda portata in consiglio all’ultimo minuto. Se esista o meno un partner privato che puo’ entrare immediatamente in gioco. O se una garanzia statale sulla liquidità possa servire a qualcosa”.

Poi la precisazione successiva di Conte: “Nessuna tensione, abbiamo chiarito. Gli obiettivi sono condivisi. Probabilmente erano preoccupati delle deliberazioni, però ho chiarito il progetto, ci siamo sentiti anche prima al telefono. No, non con Renzi ma con Marattin”.

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