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Palermo, tifoseria ancora “inquieta”: tra diritto di critica e dovere di amore

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT

tifosi palermo

Sono bastate due sconfitte in casa del Palermo per fare riemergere insoddisfazioni e critiche fra i tifosi rosanero. In verità lo stesso appellativo di tifoso dovrebbe, a mio parere, bastare per amare incondizionatamente la propria squadra del cuore, nel rispetto, ovviamente, del diritto di critica e della libertà di pensiero.

In sostanza ci vorrebbero equilibrio e capacità di analisi, ma in questo periodo storico del calcio rosanero, chiedere pazienza e buon senso ai tifosi è come chiedere loro di andare su Marte. L’irrazionalità viene fuori su temi più svariati creando pericolosamente una destabilizzazione dell’ambiente che non giova a nessuno, né alla società, né ai giocatori, né ai tifosi stessi.

Ultimamente, dopo avere ampiamente discusso sul logo, sul colore del pullman e sul presunto “braccino corto” del presidente che vuole risparmiare sul costo dell’aereo, molti tifosi si sono scagliati contro la nuova maglia, rosa finalmente, in commercio da pochi giorni e scelta dai tifosi stessi con un sondaggio proposto in estate dalla società, considerandola troppo chiara, troppo piena di sponsor e pure costosa.

Che ci fosse l’esigenza di vedere in campo le maglie rosa non c’è alcun dubbio e io stessa ne ho sottolineato l’urgenza, motivandola sulla necessità di mantenere, senza soluzione di continuità, la tradizione storica su cui si fonda il senso di appartenenza: ma discutere, in particolare, sulla gradazione del colore rosa mi sembra alquanto pretestuoso. Seguo il Palermo fin da bambina e nel corso degli anni ho visto maglie rosa pallido, rosa fuxia e rosa carico senza che per questo ci siano state lamentele da parte della tifoseria. Perché quello che conta è che la maglia rosa sia indossata dai nostri giocatori e che si distingua da quella di tutte le altre squadre italiane e nel mondo che, peraltro, hanno spesso cercato di imitarla adottandola come seconda o terza maglia.

La verità è che ancora l’ambiente risente dello shock subìto tra maggio e giugno, quando dalla quasi serie A si è precipitati repentinamente alla non iscrizione in nessun campionato di calcio. Molti tifosi non hanno ancora elaborato il lutto sportivo e cercano pretesti, per sfogare la propria rabbia accumulata e repressa, fornendo argomentazioni, senza dubbio ingenerose nei confronti della nuova società. Le uniche critiche, secondo me, ammesse sono quelle relative al calcio giocato là dove è legittimo non condividere sempre le scelte dell’allenatore, ovvero esprimere preoccupazioni per la rosa in atto certamente incompleta.

Per il resto dobbiamo cercare di sostenere la squadra, e con essa la società che in pochi giorni l’ha assemblata, con più fiducia e soprattutto con il consueto amore che fa della tifoseria palermitana una delle più belle del mondo. In questo momento, anche se il distacco si è assottigliato, siamo sempre primi in classifica e ci presentiamo a ogni partita con un bel bottino di vittorie. Un calo atletico dei giocatori, specie quelli con il fisico più pesante come Ricciardo, ci può stare e questo dato, unito agli infortuni e alle squalifiche di giocatori importanti, può avere determinato scelte non sempre vincenti da parte di Pergolizzi che neppure io ho condiviso, ma che fanno parte del gioco e una défaillance può capitare anche ad Ancelotti, a Conte e a Mourinho.

Resto fiduciosa e sono certa che con qualche acquisto mirato, soprattutto con la sostituzione dello sfortunato capitano Santana, che tanto importante era sia in campo che nello spogliatoio, e con una preparazione fisica adeguata, tutto filerà di nuovo liscio e fra i tifosi tornerà l’entusiasmo. Allora dimenticheremo i dispiaceri del recente passato e guarderemo al futuro con la speranza di potere riconquistare, nel più breve tempo possibile, la serie A , il giusto posto che spetta a una città come la nostra e alla sua tifoseria. Forza Palermo sempre!

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