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Per Renzi l'inchiesta Open "mette in discussione la separazione dei poteri"

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

 “Chi non reagisce oggi accetta che si metta in discussione il principio della separazione dei poteri che è una colonna del sistema democratico occidentale”. Lo scrive Matteo Renzi nella sua Enews, parlando delle perquisizioni a carico dei finanziatori della fondazione Open. Nell’inchiesta è rimasto coinvolto anche Marco Carrai, imprenditore molto vicino all’ex presidente del Consiglio. 

Chi accetta questo, aggiunge Renzi, “lascia che siano i magistrati a decidere che cosa sia un partito e cosa no. All’alba, centinaia di finanzieri hanno perquisito decine di persone perbene ‘colpevoli’ solo di aver contribuito in modo trasparente e legittimo alla Fondazione Open (la fondazione che ha organizzato fino al 2017 la Leopolda). Tutti bonifici, tracciati, verificabili, dichiarati. In molti casi finanziamenti di anni fa, quando io ero sindaco”. 

“Raccomando a tutte le aziende di NON finanziare Italia Viva se non vogliono rischiare: possiamo raccogliere solo microdonazioni di cittadini che non accettano questa gara al massacro contro di noi”, aveva scritto Renzi in precedenza su Facebook.

La guardia di finanza ha proseguito anche oggi le perquisizioni nei confronti di persone o aziende che risultano finanziatori della Fondazione Open, oggetto di un’inchiesta per finanziamento illecito ai partiti da parte della procura di Firenze. I destinatari delle perquisizioni non risultano indagati. Si tratta di persone che intrattengono rapporti di natura professionale con uno degli indagati, l’ex presidente di Open Alberto Bianchi, o semplici sponsor della fondazione che ha finanziato diverse edizioni della ‘Leopolda’ o la corsa per le primarie di Matteo Renzi.

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