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Google licenzia 4 dipendenti per i leak ai media, nonostante le proteste degli attivisti

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

È salito a quattro il numero di dipendenti licenziati da Google in relazione alle fughe di informazioni ai media – anche se, naturalmente, l'accusa specifica non è il fatto in sé, quanto l'aver violato ripetutamente le politiche relative alla protezione della privacy e della riservatezza della società e dei colleghi. L'ultima volta che ne avevamo parlato, la situazione era che una persona era stata licenziata, mentre altre due erano state sospese in attesa della fine delle indagini da parte della divisione per la sicurezza interna. Il memo interno che spiega gli avvenimenti, inviato proprio da questo stesso team, si intitola infatti "La difesa dei nostri dati".

Vogliamo essere chiari: nessuno degli individui coinvolti è stato licenziato per aver semplicemente consultato calendari o documenti nel corso del normale svolgimento del loro lavoro. […] Al contrario, gli individui erano coinvolti in sistematiche ricerche di materiali e lavori svolti da altri dipendenti. Questo include ricerca, accesso e diffusione di informazioni aziendali al di fuori dello scopo dei loro incarichi – anche dopo essere stati ammoniti.
In un caso, tra le altre informazioni viste e copiate, un individuo si è iscritto ai calendari di un gran numero di dipendenti all'esterno del suo gruppo di lavoro, attivando notifiche tramite cui riceveva informazioni sul lavoro e sugli spostamenti di questi dipendenti, inclusi quelli per motivi privati – senza che i dipendenti ne fossero a conoscenza o avessero espresso il loro consenso. Quando i Googler colpiti l'hanno scoperto, molti hanno espresso inquietudine e paura, e hanno chiesto di essere trasferiti in un altro stabilimento. Gli screenshot di alcuni calendari, che includevano nomi e informazioni dettagliate, sono stati poi diffusi all'esterno dell'azienda.

Il memo è stato diffuso ieri; venerdì scorso, i cosiddetti googler attivisti avevano organizzato una protesta al di fuori degli uffici di San Francisco a cui avevano partecipato oltre 200 persone. Le proteste chiedevano che i due dipendenti sospesi fossero reintegrati, ma poi chiaramente le cose sono andate in modo diverso. Una delle quattro persone licenziate, Rebecca Rivers, ha confermato la notizia attraverso il proprio account Twitter.

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