Hi-Tech

Vestiti smart: da ENEA WE LIGHT, maglia connessa che interagisce con l'ambiente

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Smart e connessi: quante volte abbiamo sentito dire che i dispositivi del futuro (di oggi, a dirla tutta) devono avere queste due caratteristiche per poter offrire le migliori esperienze d'uso e fornire le più precise informazioni sia su ciò che ci circonda che su noi stessi. In questa direzione si sta muovendo WE LIGHT, progetto finanziato dalla Regione Emilia-Romagna in cui ENEA, Università di Modena e Reggio Emilia, CNR e altri partner stanno sviluppando tessuti e vestiti tecnologici destinati a "interloquire" con l'ambiente circostante.

Una simile soluzione era stata implementata dalla canadese Carré Technologies con le maglie smart Hexoskin: già nel 2013 era stato immesso sul mercato un primo modello, e con le smart shirt del 2016 è stata ulteriormente migliorata la tecnologia con una maggiore autonomia (fino a 30 ore) e la possibilità di connettere il capo d'abbigliamento a dispositivi esterni, smartphone e smartwatch inclusi. 295 dollari era invece il prezzo di lancio della maglia smart proposta nel 2015 da Ralph Lauren per il monitoraggio dell'attività fisica.

WEarable LIGHTing for smart apparels intende andare addirittura oltre: l'obiettivo è quello di creare veri e propri capi d'abbigliamento sportivo con sensori e sistemi integrati capaci di collegare chi li indossa al mondo esterno in modo bi-direzionale. I campi di applicazione sono svariati, ma il mondo del lavoro e l'attività fisica (si pensi ai ciclisti o ai runner, ad esempio) si rendono perfetti laboratori per testarne l'efficacia.


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