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Salvini vede Conte a Palazzo Chigi. Ma il ritorno alle urne resta un'incognita 

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Il vicepremier della Lega, Matteo Salvini, è a palazzo Chigi per un incontro con il premier Giuseppe Conte. Intanto un ritorno alle urne in caso di crisi resta un’incognita.

Un ‘big’ del Movimento 5 stelle commenta così quelle “possibili conseguenze” a cui oggi allude la Lega dopo la spaccatura sulle mozioni Tav al Senato: “Non è detto che se Salvini formalizza la crisi si vada al voto. Può nascere anche un governo per preparare la legge elettorale. L’esecutivo Gentiloni è sorto cosi’…”. E non è un caso sia la stessa tesi che un centrista di lungo corso ipotizza uscendo dall’emiciclo del Senato: “C’è una legge di bilancio da preparare. E poi magari chi arriva può mettere mano alla legge elettorale…”.

Del sistema di voto di solito si comincia sempre a discutere quando si intravede la fine della legislatura. E lo stesso Renzi, conversando con i cronisti alla Camera, non nasconde che in Parlamento si possono creare le condizioni per virare su un proporzionale puro. “E guardate, lo dico da osservatore, a maggio prossimo ci sono anche le nomine da fare…”.

Le mosse dell’opposizione

Certo, ragionamenti da Transatlantico. Di fatto però lo strappo nell’alleanza giallo-verde apre scenari che anche le forze dell’opposizione devono tener conto. E se Renzi sottolinea che un nuovo contenitore, un soggetto politico, nascerà sicuramente, è altrettanto vero che sia nel Movimento 5 stelle che negli altri partiti si osserva come la Lega abbia l’occasione di andare all’incasso dei consensi.

C’è voglia di vacanza tra i parlamentari, ma si valuta la situazione e una crisi di governo porterebbe i ‘big’ a valutare cosa fare. Renzi nei vari ragionamenti con i senatori non esclude per esempio una sua uscita dal partito entro breve tempo. C’è chi individua anche il momento: “A settembre”, dice un fedelissimo.

L’ipotesi aleggia nel Pd, con Zanda che oggi ha attaccato di nuovo l’ex segretario: “aveva promesso che in caso di sconfitta” al referendum “avrebbe abbandonato la politica ma non l’ha fatto”. In realtà Renzi potrebbe al contrario rilanciare.

La polemica sulla strategia del gruppo del Nazareno a palazzo Madama resta sullo sfondo: un’ala dei dem avrebbe voluto mettere in difficoltà i giallo-verdi, ha insistito fino all’ultimo affinché si uscisse dall’Aula sulla mozione pentastellata sulla Tav. Ma Marcucci ha tenuto il punto: “A determinare una crisi di governo non è il Pd che ora non è determinante”, l’osservazione di Renzi.

Zingaretti intanto detta la linea: “Il presidente Conte si rechi immediatamente al Quirinale dal presidente Mattarella per riferire della situazione di crisi che si e’ creata. L’Italia ha bisogno di lavoro, sviluppo, investimenti e ha bisogno di un governo che si dedichi a questo e non ai giochi estivi di Salvini e Di Maio contro gli italiani”.

L’irritazione del Movimento 5 stelle

Anche tra i pentastellati c’è irritazione per i continui “giochi estivi” di Salvini ma la tesi di un governo Pd-M5s viene smentita da tutti i fronti. Piuttosto il Movimento 5 stelle sarebbe pronto ad aprire ad un eventuale rimpasto se Salvini lo chiedesse formalmente. Nel mirino resta il responsabile dei Trasporti e delle Infrastrutture. “In qualsiasi Paese normale un ministro sconfessato in questo modo si sarebbe dimesso”, dicono gli ‘ex lumbard’.

In una questa situazione di incertezza il messaggio lo ha inviato il capogruppo Romeo ai dem: “Paura del voto, eh?”, ha detto in Aula. Pronta anche la reazione di Berlusconi dopo che la Lega ha aperto “una questione politica” nella maggioranza e nel governo: “Forza Italia – scrive in una nota l’ex premier – ritiene che la soluzione migliore per il Paese siano nuove elezioni”.

Ma ad Arcore c’è la consapevolezza che Salvini intenda – qualora si arrivasse alle urne anticipate – andare da solo al voto. A maggior ragione se la fine dell’alleanza giallo-verde dovesse avvenire dopo la riforma del taglio del numero dei parlamentari. “La Lega potrebbe governare in tranquilla solitudine…”, la consapevolezza degli azzurri. Con Toti che oggi ha ribadito di volere un’alleanza con Fdi e Lega alla luce del sole. Ma di fronte ad un nuovo rilancio di Salvini in molti nei partiti di opposizione guardano al Quirinale per cercare di frenare il segretario del partito di via Bellerio. E intanto – spiega un ministro – il presidente Conte resta alla finestra. Ieri il Cdm è stato operativo, “non c’e’ stato alcun accenno alle fibrillazioni in corso nella maggioranza”. 

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