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Google Pixel 3 XL, riprova dopo 9 mesi: ottime foto ma autonomia non convince

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Era il 9 ottobre 2018 quando Google annunciava Pixel 3 e Pixel 3 XL, smartphone di cui già si conoscevano benissimo design e scheda tecnica grazie al tutte le indiscrezioni (addirittura le recensioni complete) apparse in rete nei mesi precedenti. Nonostante ciò, la loro presentazione non era di certo passata inosservata, vuoi per la consueta attesa che accompagna il lancio dei dispositivi di Mountain View, vuoi anche per il "curioso" design che li contraddistingueva, figlio di un progetto che ha puntato più su software e prestazioni e meno sull'esasperata ricerca dell'estetica.

Guardiamo il Pixel 3 XL: il mento è evidente, così come il notch che ospita la griglia auricolare e, soprattutto, le due fotocamere anteriori. Insomma, davanti non eccelle per bellezza (anche se il giudizio finale è totalmente soggettivo, ci mancherebbe altro). Discorso diverso va fatto per il retro, dove la scocca in vetro è estremamente curata, piacevolissima al tatto e lavorato per garantire una presa eccellente.

A proposito di "retro", proprio in questa parte dello smartphone è presente un'altra caratteristica che ha inizialmente "spiazzato" appassionati e addetti ai lavori: la fotocamera. Sì, perché in un'era (tecnologica) in cui si pensa che più sono i sensori più belle sono le foto, Google è andata decisamente controcorrente, proponendo un dispositivo con una sola fotocamera e affidando al software e agli algoritmi tutte le elaborazioni per ottenere gli stessi effetti/risultati che si hanno con i top di gamma attuali multi-fotocamera – giusto per fare qualche esempio: iPhone XS/Max, Galaxy S10+, P30 Pro.

(aggiornamento del 21 July 2019, ore 09:50)

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