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All'asta la candidatura di Steve Jobs del 1973: questa volta anche come NFT

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Una domanda di lavoro compilata e firmata da Steve Jobs quasi cinquant'anni fa torna di nuovo in cerca di un proprietario, dopo una manciata di mesi dall'ultima asta che l'ha consegnata al miglior offerente per 222.400 dollari.

Questa volta, la novità è la sua doppia connotazione: oltre che in versione cartacea, il documento sarà venduto anche nella sua controparte digitale, ovvero sotto forma di NFT, in due lotti separati. Si tratta della prima asta in cui la "fisicità" sfida l'immaterialità di un prodotto digitalizzato, su un ring destinato ad essere calcato in futuro da molti altri casi simili.

Non si arresta quindi la corsa al successo dei token non fungibili, che da entità sconosciute finite d'improvviso al centro di una bolla con valutazioni alle stelle, sono partiti alla conquista di un mercato più ampio diventando il perno di una nuova forma di collezionismo. Al punto che OpenSea, il marketplace di NFT più conosciuto, dopo mesi di florida attività ha da poco chiuso un secondo round di finanziamenti da 100 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione di 1,5 miliardi di dollari.


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