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Italia 35esima su 42 per prezzo benzina in Europa: e in rapporto allo stipendio…

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

La prima metà del 2020 è stata segnata in modo indelebile dall'esplosione dell'emergenza sanitaria legata al Covid-19. Come molte altre nazioni l'Italia è stata blindata, le attività considerate non essenziali hanno dovuto chiudere i battenti, e nei primi due trimestri dell'anno scorso il Prodotto Interno Lordo è andato giù prima del 5,4% per poi crollare del 12,4%, cioè il valore più basso dal primo trimestre del 1995.

Una vera e propria catastrofe che si è abbattuta sul mondo, sull'Europa e sull'Italia ha finito per trasformare in deflazione l'inflazione dei mesi precedenti. In altre parole, la pandemia da Covid-19 ha determinato un decremento dei prezzi dei beni di consumo più comuni. Carburanti inclusi, visto che il ritmo dei trasporti su ruota è diminuito a causa delle chiusure così come la mobilità privata, che in certi periodi ha rasentato lo zero in virtù di lockdown e restrizioni.

L'arrivo dei vaccini per fortuna ha accelerato esponenzialmente la lotta al virus. Sebbene la guerra non sia ancora vinta l'economia inizia a dare dei segnali di ripresa, e lo si vede pure dall'esborso alla pompa per benzina e gasolio che è tornato a crescere – anche a ritmi preoccupanti, a sentire l'allarme dell'Unione Nazionale dei Consumatori. Così la squadra analitica di picodi.com ha messo sotto la lente d'ingrandimento il cambiamento dei prezzi avuto dalla benzina nella prima metà del 2021 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, calcolando quanti litri di "verde" riuscirebbero ad acquistare gli abitanti di diversi Paesi – italiani inclusi – con uno stipendio medio.


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