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Il successo è di Blue Origin, ma la vera vincitrice è Wally Funk | Editoriale

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Con la riuscita della missione NS-16 da parte di Blue Origin si conclude la fase preliminare dei primi viaggi spaziali suborbitali con equipaggio. A metterci la faccia (e non solo) sono stati gli stessi creatori delle rispettive aziende aerospaziali, da un lato Richard Branson di Virgin Galactic che è salito a bordo del suo spazioplano VSS Unity l'11 luglio, dall'altro Jeff Bezos che ieri con la sua capsula RSS è stato in grado di sfrecciare a 106 km di altezza superando l'ambita Linea di Karman.

Una sfida aperta da Branson che per primo ha centrato l'obiettivo, scandita successivamente sui social dalle frecciatine di Blue Origin (noi abbiamo le finestre più grandi e siamo gli unici ad andare effettivamente nello spazio!) e culminata con il successo anche di quest'ultima.

Chi ha avuto il piacere di seguire con noi la diretta di ieri non avrà potuto fare a meno di notare l'atmosfera che si respirava, quella del tipico sogno americano che diventa realtà. I fratelli Bezos che si presentano con il cappello da Cow-Boy (del resto eravamo in Texas…), la scelta di una data carica di significato e legata a due tra i più grandi progressi della prima era spaziale, e poi gli altri due membri dell'equipaggio, Wally Funk e Oliver Daemen. Quest'ultimi sono stati rispettivamente la persona più anziana e la più giovane a diventare cosmonauti. Tutto studiato nei minimi dettagli, nulla di casuale (o quasi come vedremo a breve), e il successo di pubblico non può che confermare la bontà di queste scelte.


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