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Olimpiadi Tokyo roventi: atleti nella morsa del caldo, non solo della pandemia

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Le Olimpiadi di Tokyo 2020 prenderanno il via venerdì prossimo, ma non sono certamente nate sotto una buona stella. Dopo il rinvio di un anno causato dalla pandemia, che continua a segnare negativamente la manifestazione con i primi casi di positività registrati nel villaggio olimpico, devono confrontarsi anche con un problema che sta flagellando indistintamente tutte le specie degli ecosistemi naturali: i cambiamenti climatici e il conseguente innalzamento delle temperature.

Si prevede che la prossima edizione delle Olimpiadi sarà la più calda degli ultimi decenni con temperature che dovrebbero salire oltre i 30 gradi centigradi esponendo gli atleti a colpi di calore, disidratazione, sforzi eccessivi e a un'umidità soffocante che interferisce sulla capacità del corpo di regolare la temperatura con la sudorazione. È uno scenario che ha portato diverse squadre a seguire percorsi di allenamento specifici per sopportare le temperature elevate.

Per esempio, la squadra statunitense ha preso ispirazione dalle tecniche usate dall'esercito americano per prepararsi ad intervenire nelle zone desertiche; si tratta di esercizi molto duri che possono prevedere l'obbligo di indossare abiti pesanti, come felpa e berretto, durante gli allenamenti estivi. Anche la squadra femminile canadese di canottaggio ha provato ad affrontare la calura anomala con tecniche estreme: si è allenata al chiuso (all'interno del Canadian Sport Institute Pacific, presso Victoria) con il riscaldamento acceso a 35 gradi.


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