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NSO Group, Apple parla e Amazon agisce. Online anche tool verifica integrità

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Amazon e Apple hanno reagito pubblicamente al "leak dell'anno", come l'ha definito Edward Snowden, sugli atti di spionaggio compiuti nei confronti di giornalisti e attivisti da vari governi sfruttando la suite di attacchi nota come Pegasus e sviluppata dall'israeliana NSO Group. Nel frattempo, è comparso su GitHub un toolkit open-source che permette di verificare se il proprio smartphone è stato un bersaglio (a prescindere dall'esito dell'attacco) di Pegasus.

AMAZON: CHIUSURA ACCOUNT AWS

NSO Group usa, tra gli altri, i servizi cloud di Amazon Web Services per mantenere Pegasus online; l'ha confermato Amnesty International, tra gli altri. Già a maggio, Amazon aveva dichiarato di essersi adoperata per rimuovere dai server AWS ogni funzionalità collegata all'hacking quanto prima, ma alla luce della nuova inchiesta ha deciso di terminare completamente ogni account collegato alla società israeliana.

A quanto pare NSO Group aveva iniziato a usare CloudFront, la CDN (che cos'è?) di Amazon, di recente. Le indagini dimostrano che la CDN era usata da Pegasus per distribuire il malware ai dispositivi dei bersagli. Motherboard aveva già osservato l'uso di AWS da parte della società a maggio 2020.


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