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Apple inflessibile sullo smart working: i dipendenti minacciano azioni legali

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Da qualche tempo serpeggia del malcontento tra gli impiegati Apple, quantomeno tra un gruppo di essi. Dietro c'è la scelta della società di passare a partire da settembre ad una modalità ibrida di lavoro che ne prevede una parte da casa, ed un'altra in presenza per tre giorni la settimana. Un gruppo di dipendenti lamenta la notevole difficoltà ad ottenere le approvazioni per il lavoro a distanza in seguito alla nuova modalità che entrerà in vigore da settembre.

Il gruppo di dipendenti della Mela ad essere contrariato per il modo in cui l'azienda sta gestendo la forza lavoro negli ultimi tempi è cospicuo: da un sondaggio effettuato a giugno dai dipendenti tra i dipendenti stessi, è emerso come il 36% dei partecipanti si sia detto preoccupato di dover lasciare l'azienda in conseguenza della mancanza di flessibilità, mentre su un canale aziendale su Slack già dieci dipendenti hanno detto a chiare lettere di volersi dimettere per le modalità di lavoro che entreranno a regime.

Storicamente, raccontano alcuni, Apple ha disincentivato lo smart working, ma talvolta venivano fatte delle eccezioni ed alcuni team erano più permissivi di altri sul tema, mentre adesso preoccupa l'inflessibilità che sembra aver permeato ogni divisione dell'azienda di Cupertino. La novità di settembre sembra aver generato una vera e propria rottura nel rapporto tra Apple ed una parte dei suoi dipendenti, tanto che dopo il sondaggio di giugno era stata inviata una comunicazione scritta al CEO Tim Cook in cui gli si chiedeva di rivalutare il modello ibrido. La risposta di un delegato di Cook, Deirdre O'Brien, è stata negativa: l'azienda non ha alcuna intenzione di ritornare sui propri passi perché la presenza in ufficio viene considerata "essenziale".


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