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Scrivere con il pensiero è realtà: primo successo in California

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Un impianto cerebrale è in grado di tradurre in parole i pensieri, con implicazioni enormi per la capacità di comunicare di persone con paralisi e altre difficoltà fisiche. È l'ultima scoperta della UCSF, l'università di San Francisco, nell'ambito di un progetto pluriennale finanziato da Facebook noto con il nome Project Steno. L'interesse del social network di Mark Zuckerberg non è puramente filantropico: ai tempi, almeno, l'obiettivo era applicare questa tecnologia al mondo della realtà aumentata/virtuale, anche se ultimamente la società sembra essersi concentrata più sul controllo del polso.

Lo studio ha coinvolto un paziente che è rimasto paralizzato a 20 anni e da quel momento in poi ha dovuto fare affidamento su sistemi meno evoluti, come un pennino fissato sulla testa, per comunicare, selezionando le lettere da uno schermo touch. La "neuroprotesi" consiste di una serie di elettrodi impiantati direttamente nel cervello, come lascia intuire il nome; i segnali elettrici raccolti vengono elaborati attraverso un algoritmo di machine learning che li trasforma in ultimo in parole.

Secondo i dati ufficiali, il sistema è attualmente in grado di riconoscere 50 parole e trasformarle in frasi di senso compiuto. Le prestazioni non sono altissime se si considera la normale velocità di digitazione o di parola: in media la precisione è del 74%, mentre la velocità è di 15 parole al minuto (il test migliore ha fatto registrare il 93% di precisione e 18 parole al minuto). Ma è un primo passo promettente verso il ripristino di una comunicazione naturale e rapida delle persone paralizzate.


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