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Il green pass modello Macron divide gli schieramenti

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

AGI – Roma, 14 lug. – Il modello di contrasto della ripresa dei contagi da Covid lanciato dal presidente francese Emmanuel Macron – vaccinazione obbligatoria per il personale sanitario e green pass per accedere ai luoghi di socialità e mezzi di trasporto come ristoranti, bar, centri commerciali, treni e aerei – divide gli schieramenti politici italiani formando maggioranze inedite.

Il rischio variante Delta

L’arrivo di altre varianti, come quella Delta che ha portato ad una nuova ondata di contagi soprattutto in Gran Bretagna, chiama la politica e gli esperti sanitari a studiare soluzioni per incentivare la vaccinazione tra coloro che hanno scelto di non farla. Il Commissario straordinario Francesco Figliuolo nei giorni scorsi ha stimato oltre 2,5 milioni di persone che mancano all’appello solo tra gli over 60.  Netta la contrarietà rispetto alla linea Macron di Lega e Fratelli d’Italia, favorevoli ma con diverse sfumature M5s, Pd e Forza Italia.

“Il modello Macron per il green pass è utile, ma noi siamo già più avanti perché abbiamo una situazione epidemiologica migliore”, ha spiegato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri all’AGI. Poi Sileri ha ricordato: “Dissi due mesi fa di usare il green pass per riaprire prima, oggi siamo già aperti ma servirà in caso non vengano cambiati i parametri con l’aumento dei contagi”. Mentre l’assessore alla Salute del Lazio Alessio D’Amato, nella stessa tavola rotonda, ha aggiunto: “In Regione 2,5 milioni di persone hanno il green pass, dobbiamo capire cosa farci, credo che anziché arrivare alle chiusure bisognerebbe usarlo”.

Sulla stessa linea il responsabile Enti locali del Pd Francesco Boccia, già ministro nella prima fase della pandemia, ha sottolineato: “O green passo od obbligo vaccinale, non c’è una terza via”. Per Fabio Ciciliano, componente del Cts, “potrebbe essere un aiuto notevole consentire solo a chi ha il green pass di partecipare ai grandi eventi, come fanno in Israele”.

 Non ci sta Matteo Salvini, il leader della Lega ha ribadito: “Vaccino, tampone o green pass per entrare in bar e ristoranti? Non scherziamo”. Più dura Giorgia Meloni, la presidente di Fratelli d’Italia ha parlato di “raggelante ultimo passo per la realizzazione di una società orwelliana, una follia anticostituzionale che respingiamo con forza”. Netto anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana: “Non abbiamo bisogno del metodo Macron, perché da noi le vaccinazioni stanno andando bene, in maniera eccellente. Non ci sono sacche di resistenza”. Più selettivo invece il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che propone di adottare la carta verde per la selezione all’ingresso nelle discoteche. Mentre i deputati M5s in Commissione Affari Sociali hanno sostenuto l’ipotesi di seguire la linea Macron anche in Italia al momento sia ancora “prematura” e “pone non pochi interrogativi anche dal punto di vista pratico”. 

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