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Italiani morbidi sulla privacy pur di avere più libertà post-Covid, secondo Kaspersky

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Nonostante il fallimento di Immuni – il cui flop è dipeso tanto da un'adesione inferiore alle attese da parte dei cittadini, quanto probabilmente da una gestione rivedibile da parte delle autorità pubbliche – sembra che gli italiani siano pronti nel post Covid-19 a dire sì alla condivisione di "dati sanitari, di geolocalizzazione e di contatto pur di ritornare a frequentare bar e ristoranti, partecipare a grandi eventi e viaggiare all'estero".

È quanto emerge da una ricerca condotta da Kaspersky che ha interessato un campione di 8.000 persone di nove nazioni europee allo scopo di analizzare quanto la pandemia abbia modificato il rapporto tra i cittadini europei e la privacy, e quali siano le principali preoccupazioni associate alla tutela dei propri dati. Curiosità e storture del campione italiano sono peraltro condivise con molti altri cittadini europei in cui le app di tracciamento hanno avuto una bassa incidenza nel contenimento del Covid-19 mentre adesso l'indagine di Kaspersky porta a galla un quadro diverso.

Il 54% degli italiani che hanno partecipato allo studio si è mostrato favorevole a condividere i propri dati sanitari, di geolocalizzazione e di contatto se questo servisse ad aiutare il Paese a lasciarsi alle spalle la crisi determinata dalla pandemia, mentre l'80% li condividerebbe per ottenere maggiori libertà e accesso alle attività quotidiane. Nello specifico, la ricerca di Kaspersky evidenzia come il 36% degli italiani sarebbe spinto a cedere i propri dati per tornare a viaggiare all'estero, il 24% per partecipare a grandi eventi come ad esempio concerti o partite, il 23% per tornare in bar e ristoranti senza restrizioni.


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