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Microsoft si adegua alla censura cinese: LinkedIn oscurato se parli di Tienanmen

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

La censura sul web è un argomento spinoso e difficile da argomentare. Non è affatto semplice accettare il divieto di affrontare certi discorsi, anche quando questo è il risultato del rispetto delle norme di un determinato Paese, giuste o sbagliate che siano. Certo, la libertà di parola è un valore che va preservato e difeso, ma in certi contesti l'unica soluzione è adeguarsi. É quanto sta succedendo a Microsoft in Cina, accusata da diversi esponenti politici americani di essersi piegata alle richieste del governo di Pechino pur di continuare ad essere presente sul mercato locale.

Prima Bing, ora LinkedIn, resta il fatto che l'azienda di Redmond è tra due fuochi: da una parte il Partito Comunista, dall'altra l'opinione pubblica occidentale (ma non solo). Le prime avvisaglie si sono avute un mese fa, in occasione del 32° anniversario delle proteste di Piazza Tienanmen. Digitando "Tank man" (la storica immagine dell'uomo davanti al carro armato) sul motore di ricerca, infatti, Bing mostrava questo risultato:

Censura che in Cina è una regola che Microsoft deve seguire per essere presente in quel Paese. Peccato però che l'assenza di risultati fosse stata estesa a tutto il mondo. In altre parole: chiunque sulla Terra cercasse immagini di Tank man con Bing, i risultati che otteneva erano pari a zero. "Un errore umano", si giustificò poi Microsoft, limitando la censura al solo mercato cinese.


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