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Apple, la Silicon Valley le sta stretta. Inizia l'era della decentralizzazione

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

In Apple il dibattito sul ritorno al lavoro in presenza è ancora acceso: vogliamo restare in smart working, dicono i dipendenti, dovete tornare in ufficio, è la risposta. La discussione, ne siamo certi, sarà ancora lunga. Uno dei motivi dietro a questo impuntamento da parte dei dipendenti è tutt'altro che banale, e non riguarda (solo) questioni di comodità o di miglior gestione della quotidianità. É un problema prettamente economico, legato ad affitti sempre più alti nell'area di Cupertino, a case dai prezzi stellari in tutta la Silicon Valley, e in generale ad un costo della vita ormai diventato insostenibile per la stragrande maggioranza dei lavoratori (e questo vale non solo per quelli di Apple, ovviamente).

Qual è, dunque, il risultato? Che con il lavoro in presenza obbligatorio, molte persone abbandonano la loro mansione licenziandosi dall'azienda, e contestualmente Apple fatica a trovare esperti pronti ad accettare la proposta di collaborazione. E pensare che Apple Park è fresco di inaugurazione (2018), ed è stato pensato per centralizzare le forze lavoro altrimenti ubicate in diverse sedi. Ora, paradossalmente, si cerca di andare nella direzione opposta: decentralizzare.

PAROLA D’ORDINE: DECENTRALIZZARE

Apple Park (credits: New York post)


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