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Alexa: assistente vocale o nome proprio femminile? Il confine tra scherzo e bullismo

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Alexa fai questo, Alexa fai quello, Alexa dimmi che tempo fa, Alexa quando gioca l'Italia? Quante volte pronunciamo ogni giorno la parola chiave che fa attivare l'assistente vocale di Amazon! Ormai è abitudine, non ci si pensa neanche più. Alexa – ma anche Siri – è entrata nelle nostre case, e così anche nel nostro linguaggio. Sembra uno scherzo ma non lo è affatto: in Amazon hanno mai pensato alle persone reali che si chiamano Alexa? Se sì, non ci hanno dato peso. Se no, forse non hanno preso in considerazione tutti gli aspetti, anche quelli etici e di sensibilità personale.

Il problema è serio, perché soprattutto nei Paesi anglosassoni chi si chiama malauguratamente Alexa è spesso vittima di bullismo. In pratica, se ti chiami così vieni trattato come una sorta di maggiordomo, per non dire di peggio. I casi ormai non si contano più, e la BBC ha cercato di approfondire il discorso contattando chi è stato davvero deriso e maltrattato per colpa del suo nome. Si pensi solamente che prima che i prodotti con l'assistente Alexa integrato venissero commercializzato nel Regno Unito, il nome Alexa risultava essere il 167° più diffuso nel Paese. In soli tre anni è crollato al 920° posto.

Sono numerosi, si diceva, i casi in cui bambini (e non solo) sono stati bullizzati, venendo chiamati solo per impartire un comando e deridendoli senza alcuna pietà. E il bello è che non sono solo i pari età a scherzarci su (andando ben oltre il limite), ma anche gli adulti, a volte addirittura gli insegnanti di scuola. Lo stesso vale per Siri, tra l'altro, sicuramente meno frequente ma utilizzato in alcuni Paesi nordici. Una persona di nome Siri è stata addirittura presa in giro da un dipendente dell'assistenza Apple.


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