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Windows 11, Microsoft cambia idea sui requisiti: solo sistemi recenti

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Nel corso del weekend, Microsoft ha cambiato idea sulla questione TPM e requisiti minimi per l'upgrade a Windows 11: la pagina della documentazione che parlava di "hard floor" e "soft floor", su cui abbiamo basato il nostro articolo della settimana scorsa, è stata modificata, praticamente eliminando il più permissivo "hard floor". Allo stato attuale, Microsoft dice che Windows 11 sarà compatibile solo con sistemi dotati di un chip TPM 2.0, solo sulle CPU citate espressamente, e solo con una GPU che supporta DirectX 12. Per riferimento, le liste dei processori sono:

  • Intel: sostanzialmente dall'ottava generazione in poi.
  • AMD: alcuni Ryzen di seconda generazione (2000) sono supportati, altri no. La prima generazione (1000) non è supportata. I chip più recenti sì.
  • Qualcomm: tutti i SoC usati finora nei sistemi Windows on Arm tranne il primissimo, lo Snapdragon 835.

La versione "precedente" dei fatti, ricordiamo, era che quelli evidenziati sopra erano i requisiti "consigliati", quelli che Microsoft indicava come "soft floor": c'era anche un "hard floor", che parlava semplicemente di un processore dual-core a 1 GHz o più veloce, e modulo TPM 1.2. Questa fascia di computer avrebbe potuto comunque aggiornare a Windows 11, ma una notifica avrebbe avvisato l'utente che era sconsigliato. Allo stato attuale, Microsoft non aggiornerà a Windows 11 nemmeno un suo dispositivo che sta ancora vendendo: l'All-in-One di fascia alta Surface Studio, che è basato su un processore Intel Core di settima generazione.

Abbiamo messo "precedente" tra virgolette perché, ancora ieri e l'altro ieri, su Twitter i dipendenti di Microsoft davano versioni diverse della storia. Alcuni sostenevano quella nuova, altri insistevano su soft e hard floor. Al momento l'ipotesi più nuova sembra quella corretta, ma a questo punto è bene riservarsi il beneficio del dubbio. Come dicevamo già negli scorsi giorni, la scelta di Microsoft è abbastanza drastica: non bisogna andare molto indietro per trovare processori o motherboard, anche molto potenti, che non supportano il TPM 2.0 – soprattutto nel mondo dei computer assemblati, che è un po' la nostra area di maggior interesse (almeno lato desktop), anche se, è bene tenerlo a mente, nell'intero ecosistema Windows rappresenta una minoranza. Purtroppo, con Windows 11 il parametro più problematico lato upgrade è la sicurezza, non la potenza.


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