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Windows 11 e TPM: che cos'è e come capire se il computer è compatibile

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Ieri Microsoft ha presentato Windows 11: l'aggiornamento sarà gratuito solo e soltanto per tutti i possessori di Windows 10, ma in questo momento a tenere banco è la questione TPM, una delle voci più oscure e controverse dell'elenco dei requisiti di sistema minimi per l'upgrade, anche a causa di una comunicazione non chiarissima da parte di Microsoft. Già in queste primissime fasi, è bene fare ordine e capire nel dettaglio cosa sta succedendo, tenendo comunque presente che ulteriori comunicazioni e delucidazioni arriveranno in futuro da fonti ufficiali.

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CHE COS’È IL TPM, IN BREVE

Senza dilungarsi troppo: i chip TPM, che sta per Trusted Platform Module, sono dei moduli specializzati nella crittografia delle informazioni, e servono a incrementare la sicurezza della comunicazione tra i vari componenti hardware di un sistema, garantendone in ultimo l'integrità. Il TPM si accerta in fase d'avvio che l'hardware del proprio computer non sia stato manomesso, e quindi non sia vulnerabile ad attacchi informatici. Sono in commercio già da tempo – per la precisione dal 2006; si sono diffusi inizialmente nel mondo professionale, sia privato sia pubblico, in cui circolano più informazioni e dati sensibili, ma negli ultimi anni sono arrivati anche nel mondo consumer.


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