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Huawei potrebbe aver spiato delle telefonate: spunta un rapporto del 2010

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Uno dei capisaldi dell'azione degli Stati Uniti nei confronti di Huawei è il timore che il governo cinese sfrutti le sue apparecchiature di rete per compiere atti di spionaggio e furto di dati personali nei confronti di Paesi esteri. Parimenti, il caposaldo della difesa di Huawei è che non l'ha mai fatto. Gli USA non hanno mai prodotto prove di comportamento scorretto/illegale da parte di Huawei, ma in queste ore è emerso un rapporto che potrebbe creare un precedente molto pericoloso.

I fatti risalgono al 2010, e sono successi nei Paesi Bassi. La società di consulenza e sicurezza Capgemini aveva consegnato all'operatore locale KPN un rapporto in cui si dichiarava che c'era la possibilità che Huawei avesse ascoltato senza autorizzazione le conversazioni di tutti i suoi 6,5 milioni di clienti, tra cui l'allora primo ministro olandese Jan Peter Balkenende e altri numeri sensibili, come quelli sorvegliati dalle autorità, quelli di dissidenti cinesi o quelli di altri politici e diplomatici. Sia i dipendenti olandesi sia quelli cinesi di Huawei, continua il rapporto, avrebbero potuto compiere azioni di monitoraggio.

Il documento è stato scoperto dal giornale olandese De Volkskrant; interpellata sull'accaduto, KPN ne ha confermato l'autenticità, ma al tempo stesso ha detto di non aver mai accertato un effettivo furto di informazioni dei suoi clienti da parte di Huawei, e che nessun suo fornitore ha accesso non autorizzato, non controllato o non limitato ai suoi sistemi e alle sue reti. KPN, dice il Guardian, aveva richiesto un'indagine a Capgemini dopo che l'AIVD, l'intelligence olandese, l'aveva messa in guarda sul rischio di spionaggio. L'operatore aveva iniziato a usare apparecchiature Huawei appena qualche mese prima.


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